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MA COSA SI INTENDE PER DANZA MODERNA ?

Written by Agnese on novembre 5th, 2011. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Passaggi di pensieri per rispondersi in modo appropriato alla domanda “cosa si intende per Danza Moderna?”.

Ah, questa è una bella domanda. Se dobbiamo guardare alla storia della danza, dobbiamo andare indietro, a cavallo tra fine 800 e inizio 900, ricordare Isadora Duncan e partire poi da Martha Graham (1894 -1991) considerata (dice Wikipedia) la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, nonché la “madre” della danza moderna. Sostenitrice del “movimento” come massima forma di espressione, con le forme angolari che riusciva ad assumere col suo minuto ma vibrante corpo sapeva comunicare le più profonde emozioni dell’animo umano.”

Martha Graham and Bertram Ross

Da Martha Graham in poi è stato un fiorire di tecniche. Ricordo solo alcuni tra i grandi Maestro del Modern: Josè Limon, Merce Cunningham, Alwin Nikolais, Glen Tetley, Paul Taylor.

In mezzo a questi “grandi” ci sono stati, e continuano ad esserci,  una miriade di Maestri e Coreografi che hanno saputo metabolizzare la mescolanza di tecniche, stili e dinamiche per una propria proposta di stile interessante.

Molta “danza moderna” strizza l’occhio al balletto classico e ne salva le basi, i piazzamenti, le tecniche per saltare e girare, anche se poi tutto viene filtrato attraverso nuove modalità e dinamiche. Alcuni coreografi della danza moderna “estrema” rinnegano il balletto classico e si spingono oltre per creare uno stile che chiamerei teatro-danza o danza di ricerca. In ogni caso,tutte queste proposte vanno secondo me osservate senza giudicare ma esaltandone il livello di ricerca e di spinta innovativa.

In questi  30 anni di insegnamento ho sempre cercato (ed ancora adesso lo faccio), di studiare con Maestri di modern-dance che potessero darmi interessanti spunti per lavorare. Con la consapevolezza che il loro stile e il loro “movimento” vadano poi filtrati dalla mia personale interpretazione. Ho studiato con tanti Maestri, ma da metà degli anni 90 ho trovato uno stile ed un Maestro che ho ritenuto da subito interessante e vicino alle mie corde.

max stonePer questo non esito, almeno tre volte all’anno, di andare a lavorare a NewYork seguendo le lezioni di Max Stone, un “mito” per noi coreografi-insegnanti-danzatori italiani.

Lo conosciamo in tanti e in tanti apprezziamo la sua lezione. Ogni insegnante dovrebbe continuare nella sua vita a studiare, a provare tecniche diverse, a mettersi in discussione, a muovere il proprio corpo seguendo canoni diversi dai consueti, per una proposta innovativa, sempre “in discussione verso se stessi”, a favore degli allievi.

Posso dire con orgoglio che nel 2009 Max Stone ha tenuto uno stage di modern proprio al Centro Danzaricerca e molti miei allievi hanno avuto l’opportunità di apprezzare ed amare la sua lezione. Max (mi piace chiamarlo solo col suo nome, per l’amicizia che ci lega) insegna nelle principali scuole di New York e tiene spesso master class per  importanti compagnie di fama mondiale (cito Complexions, già menzionata in questo mio precedente intervento). Ha creato un suo stile di “CONTEMPORARY” basato sull’allineamento, la forza e la transizione e con una particolare attenzione alla qualità del movimento. Devo aggiungere che in molti amiamo le sue classi perché trasudano concentrazione, serenità, energia. Infine non viene mai a mancare l’attenzione da parte sua verso tutti noi allievi e le sue correzioni sono preziose per migliorare la nostra qualità di movimento.

Ecco, quando volo a New York lo faccio per due motivi uno consequenziale all’altro:

  • per me stessa come insegnante coreografa
  • di conseguenza per i miei allievi.

Grazie alla mia dedizione continua i miei allievi riceveranno da me materiale sempre interessante e nuovo, filtrato dal mio modo personale di intendere la mia classe di modern, ma reso speciale da tutto ciò che Max mi insegna nella sua di classe.

La lezione di Max Stone è una lezione di MODERN (tanto per tornare alla domanda iniziale) con il suo stile, con il suo vissuto di danzatore e coreografo.

Le mie lezioni al Centro Danzaricerca di MODERN hanno il sapore newyorkese delle classi di Max, conservano una dinamica che si è formata in anni di incontri e studi con tanti Maestri, ma rappresentano la MIA storia, il mio vissuto, tutto ciò che ho metabolizzato e ciò che c’è dentro la mia anima. Però il  mistero più affascinante di queste lezioni, è che sono gli allievi a renderle speciale e diverse ogni volta con le loro percezioni, il loro modo di danzare e d’interpretare.

Qui mi soffermo, seppure il concetto mi porterebbe ad incominciare un altro discorso sull’anima e su quanto la danza ci fa “tirare fuori”… (magari sarà il prossimo argomento forse delle mie riflessioni sul Blog)!

A presto, Agnese

MA LA DANZA E’ UN ARTE O UNO SPORT ?

Written by Agnese on ottobre 30th, 2011. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Chiacchierando con allievi e genitori mi è capitato spesso di affrontare il tema se la danza è uno sport, per difendere la vera identità della danza, che è una identità artistica.

Se avete voglia di approfondire, troverete nei vari siti dedicati alla storia della danza che (cito testualmente Wikipedia) “Tersicore  è una delle nove muse della mitologia greca. È la protettrice della danza. Madre delle sirene e del poeta Lino. Da Tersicore viene la parola “tersicoreo” che significa legato alla danza. È solitamente rappresentata seduta, mentre suona una lira, accompagnando con la sua musica le danzatrici.

Cancellato ogni dubbio su un errato accostamento danza = sport, mi piace sottolineare qui nel blog alcune mie considerazioni.

La danza, è un arte e per questo i coreografi la “utilizzano“ per esprimere emozioni, sentimenti, stati d’animo, per raccontare una storia o solo per mostrare (come fece Balanchineassolo agnese riccitelli 1904-1983, e su di lui ritornerò presto) la bellezza delle linee e dei corpi che, partendo dalla tecnica classica accademica, vanno a ricercare nuove figure e nuovi passi con una maggiore libertà di movimento.

Al contrario di un campione olimpionico, di un centometrista ad esempio, a cui è permesso di  mostrare sul proprio volto la fatica e lo sforzo, i danzatori sono abituati fin dall’inizio della loro carriera a non far trapelare la fatica. Per questo a volte la danza classica viene associata (da chi non la conosce) a qualcosa i poco faticoso e molto leggiadro. Leggiadria, certo, ma tanta tanta fatica. Così tanta che mi viene in mente una ricerca che fecero degli studiosi molti anni fa: la giornata di un danzatore è paragonabile alla giornata di uno scaricatore di porto! Tenersi in allenamento per un danzatore è come prepararsi ad una gara olimpica. Spesso le grandi etoilè hanno preparatori atletici, massaggiatori, medici che seguono la loro alimentazione.

Se il pubblico potesse vedere i danzatori dietro le quinte al termine di una performance, capirebbe quanto sforzo fisico viene richiesto loro!

Affrontare una disciplina artistica come la danza , per un bambino, significa porsi degli obiettivi, lavorare “sodo” sul proprio fisico, ma altresì sviluppare la propria creatività e “scavare” nel proprio animo lavorando sull’interpretazione e sull’emozionalità.

Ecco, la danza non è uno sport, ma ci si allena come se fosse uno sport. Il suo valore aggiunto resta per noi “tersicorei” la possibilità di vivere sul palcoscenico le emozioni più svariate, di superare certi propri limiti, lavorando in una dimensione che ci porta fuori dalla realtà di tutti i giorni.

La danza non è uno sport ma richiede un grande sforzo fisico. Così grande che poi, presto (non vorrei che qualcuno si spaventasse) si fa l’abitudine a tutta questa fatica e diventa più importante raggiungere quel momento in cui il corpo fa “CLICK”. E’ un momento magico, dove non pensiamo più all’esecuzione dei passi, ma il corpo si muove da solo senza pensare più all’esecuzione e  la musica, non sembra più uscire dall’impianto audio, ma dal nostro corpo.

Credetemi per questo momento, e per tante altre cose che vi racconterò, vale la pena… DANZARE.

Agnese