Centro Danzaricerca - Agnese abbraccia vater - posa artistica

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35 anni di Danzaricerca e l’incredibile successo del Galà di fine anno

Written by Cristina on luglio 19th, 2018. Posted in Riflessioni di Agnese, Saggio di Fine Anno e Galà

A distanza di poco più di un mese dalla chiusura ufficiale dell’anno didattico, con il saggio di fine anno ed il Galà “Alice alla ricerca della chiave perduta”, Agnese Riccitelli il direttore didattico del Centro Danzaricerca, si sofferma a fare delle riflessioni su questo trentacinquesimo anno così interessante che ha visto il suo epilogo con uno show scoppiettante e di altissimo livello.

Fare un resoconto di un Anno Accademico così speciale che ha avuto il suo culmine nel 35simo Galà appena terminato non è cosa semplice. Si rischia sempre di dimenticare qualcosa. Ma forse partendo dall’inizio, è più facile ripercorrere e raccontare l’emozionante avventura che ci ha coinvolto e “toccati”.

Abbiamo iniziato a settembre con i corsi, carichi di adrenalina per l’entusiasmante esperienza ad Italia’s Got Talent appena conclusa. E, sulla scia di quel momento così speciale, ho deciso di aprire i corsi a tutti i maschietti in forma gratuita. Una borsa di studio al 100%. (… e per il 36esimo Anno la Borsa di studio sarà al 50% proprio per dare continuità al progetto). Ne sono arrivati tanti, qualcuno lo abbiamo perso per strada perché purtroppo ancora oggi nel 2018 i compagni di scuola creano terra bruciata intorno ad un vivaio di maschietti futuri danzatori. Ne sono rimasti 4: tre nella propedeutica e uno nel modern piccoli. Per me è stata una bella sfida e…(non ditelo a loro) ho imparato tanto perché la relazione con i “maschi” soprattutto piccoli in una classe di danza è diversa e se non ti metti sulla loro lunghezza d’onda, sei spacciato. Se lo fai, vinci la fortuna di entrare nel loro mondo con tutte le “tue cose” ed essere accettato. Vederli sul palco il 17 giugno è stato davvero entusiasmante!

Sotto le Vacanze di Natale è arrivata come sempre inesorabile la mia “spada di Damocle”: cosa facciamo per il 35simo Galà?

Sono andata a studiarmi tutte le fiabe/musical/storie conosciute e non conosciute pensando di fare un adattamento di una di esse. Nulla, vagavo nella nebbia. Poi un sabato di febbraio (il 10!) … dopo aver visto per l’ennesima volta Alice nel paese delle Meraviglie e dopo aver reputato che così come era stata scritta (con tutto il rispetto per Lewis Carroll) non mi entusiasmava più di tanto, ho pensato che… così come la Carroll aveva fatto fare un viaggio “demenziale” ad Alice, nascondendo qua e là degli insegnamenti importanti, potevo anche io far tornare Alice nel Paese delle Meraviglie e farla girovagare tra personaggi della fiaba originale e non, farla sballottare di qua e di la fino ad un finale che ancora non avevo trovato. In due orette ho buttato giù due paginette di word, come se non fossi io a scrivere ma forse per la prima volta la mia “fantasia” più vera, quella sganciata da schemi e paletti (finalmente!) aveva deciso di uscire dal mio corpo e creare quel giusto scompiglio nella mia testa. Il finale, tratto da una breve ma profonda favoletta dei Fratelli Grimm, l’ho trovato mentre stavo per chiudere quelle due paginette.

Avevo già imparato qualche cosa e me l’aveva insegnata Alice, che prendeva vita tra i tasti del mio pc: “l’immaginazione è l’unica arma nella guerra contro la realtà”.
Le due paginette quel pomeriggio del 10 febbraio non mi bastarono, mi spinsi un po’ più in là disegnando tutti i bozzetti dei costumi. Pensando che la mia storia doveva avere dei colori “fili- conduttori” e decisi per il viola e il rosso. Inoltre, in ogni costume ci sarebbe stato il bianco e nero a ricordarmi/ci che le cose possono avere due facce e due colori, e questo binomio avrebbe avuto poi il suo momento clou quando la Regina di Cuori avrebbe giocato a scacchi con Alice. E gli scacchi, già li vedevo nascosti nella coreografia dell’ora del te’ dove avrei giocato con tanti tavoli, bianchi e neri.

Il terzo passaggio è stato abbinare i personaggi principali, ma li avevo già: uno splendido sTen (Stefano Forzoni) amico/fratello … non poteva che essere lui il Cappellaio Matto. E su Giulia Labianca che già mi assiste nei corsi di classico con i piccoli, ci ho scommesso subito: lei è Alice anche nella vita di tutti i giorni.
A quel punto la mia fantasia non ha avuto limite nel creare personaggi nuovi come i Rondifalco che sono degli uccellini sopravvissuti alla maledizione della regina. Si, una maledizione che mi sono inventata io, tutto il regno ora era di ghiaccio e il balletto della neve ha creato in apertura della storia una magica atmosfera.

 

Che storia è la mia?

È la storia di Cappellaio che cerca Alice per riportarla nel Paese delle Meraviglie perché Alice ha perso una chiave. Inaspettatamente la chiave non “risolve la storia” ma mi ha dato modo di fornire una morale e un finale profondo. Così come ho potuto dire attraverso le parole del Cappellaio, che non sempre “la risoluzione dei problemi sta dove tu ti aspetti”. Anche per Alice questo viaggio è stato una bella lezione di vita. E… nascosta tra le parole di un dialogo tra Cappellaio ed Alice, una citazione dal Piccolo Principe mi ha permesso di raccontare di nuovo quanto sia importante il tempo che dedichiamo a chi amiamo.

Dalla scrittura ai bozzetti il passaggio è stato sinonimo di felice e delirante coinvolgimento di tutte le persone speciali e preziose che ruotano intorno al Centro Danzaricerca.

Fondamentale… perché poi “abbiamo pedalato in tandem” il contributo di sTen, con i suoi video, le migliorie ed i suggerimenti alle mie idee di partenza, le pacche sulle spalle nei miei momenti di sconforto e tante altre cose.

Un’idea così forte e pretenziosa sarebbe rimasta solo un’idea se non fosse stata condivisa e non avesse ricevuto il prezioso contributo di tante persone.

Francesca Buzzotta ed Elisabetta Brambilla si sono occupate della costumeria insieme a altre mamme di passaggio al CDR, Federica Gawronski ha realizzato un meraviglioso costume di Alice e Roberta De Paoli si è occupata di quello di Cappellaio. Guerrino Stellini ha realizzato la lapide del Bianconiglio (si, perché nella mia storia purtroppo Bianconiglio è venuto a mancare andando a lavorare per un prestigiatore alle prime armi). Benedetta Elli ci ha assistito per i trucchi e le grafiche. Luca Cattaneo e Andrea Cinerari hanno supportato sTen per i video e la parte fotografica e Marileda Maggi è stata una splendida e generosa narratrice. .

Una squadra di persone speciali che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze (gratuitamente) perché hanno amato fin da principio questa storia così demenziale quanto intensa e profonda. I Sala ed i Brambilla, due famiglie speciali, ci hanno aiutato in tante situazioni. Tutti col sorriso sulle labbra. Ci siamo divertiti. Sempre, sia quando eravamo stanchi che quando non lo eravamo.

Ma l’ingrediente che ha fatto la magia sono stati loro: i mie allievi. Tutti, dal più piccolo al più grande. Ci hanno creduto e ci hanno messo del loro.

Quando ho visto la prova generale sabato 16 giugno ho pianto per la commozione. E ho pensato che non serve sempre avere i mezzi di Broadway e dei danzatori professionisti per fare un capolavoro. Anch’io avevo davanti il mio piccolo capolavoro, che era diventato strada facendo proprietà di tutti, di tutti quelli che in un modo o nell’altro ci avevano messo la testa, le mani, i piedi, ma soprattutto il cuore.

Vivere un’esperienza del genere ci rende delle persone migliori perché ci arricchisce di un bagaglio così particolare fatto di fatica, lavoro, sacrificio, ma anche fantasia, emozione, anima e cuore, che poi non siamo più quelli di prima.

Ci siamo sentiti un po’ tristi tutti quando abbiamo dovuto salutare Alice la sera del Galà, dopo la classica foto ricordo fatta sul palcoscenico del Teatro San Luigi di Concorezzo. Ma la mattina dopo ci siamo svegliati tutti sorridendo, anzi ridendo… ripensando a quel viaggio speciale che avevamo fatto tutti insieme, durato 4 mesi, e che si è consumato in quei 50 minuti sul palco. In tutti noi, in una tasca nascosta del nostro cuore ora vivono Alice, il Cappellaio, la Regina di Cuori, Brucaliffo, i Rondifalco, i Fiori e le Farfalle e se la ridono, bevendo te’ e facendo grandi feste tutti insieme. Perché “per sopravvivere bisogna essere matti come un Cappellaio, e per fortuna” noi ora lo siamo. Con gratitudine immensa verso tutte le persone che hanno partecipato a questa fantastica avventura.

La Ticer

PS numero uno: Nel cappello del Cappellaio ho trovato un dono immenso.

Con il mio amico Pierpaolo Ciacciulli, splendido danzatore, avevamo pensato di esibirci (nel primo tempo del Galà) con un passo a due “già pronto” e montato dal Maestro Thomas Signorelli. Pierpaolo, a tre giorni dallo spettacolo, mi ha convinto a rimettere tutù punte e coroncina per esibirci in un pezzettino di Paquita, il passo a due classico che più ho adorato in tutta la mia vita. Non lo ringrazierò mai abbastanza per questo. Ed il valore aggiunto è stato quello di raccontare attraverso la nostra esibizione quanto la danza classica sia davvero la base e la madre di tutte le altre danze e quanta bellezza racchiuda nel suo stile unico ed eterno.

Agnese Riccitelli e Pierpaolo Ciacciulli in Paquita

Agnese Riccitelli e Pierpaolo Ciacciulli in Paquita

PS numero due: La storia di Alice ha occupato il secondo tempo del Galà,

ma tutto il primo tempo ha visto i miei allievi esibirsi sia in mie coreografie che in brani coreografati dai Maestri Giammarco Capogna, Mattia Ferrua e Thomas Signorelli. Mai come quest’anno le proposte coreografiche, soprattutto dei pezzi di modern e contemporaneo, sono state particolari, differenti, denotando tutte una ricerca e uno spessore particolare. Anch’io mi sono messa in gioco cercando di proporre con le mie allieve di modern qualcosa di diverso.

È stata una “gara” tra di noi nel cercare di lavorare percorrendo territori sconosciuti, cercando il “nuovo e diverso”. Insomma… il primo tempo non è stato da meno rispetto al secondo in termini di emozioni e qualità delle proposte. E sentir commentare da molti tra il pubblico che i miei allievi di classico erano molto cresciuti in tecnica e migliorati è stato di sprone per fare di più e meglio.

Il 24 settembre non è molto lontano ed io ho già nostalgia della sala prove!


Vuoi vedere le foto del 35simo Galà del Centro Danzaricerca?

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35° GALÀ DI FINE ANNO DEL CENTRO DANZARICERCA

Written by Cristina on maggio 17th, 2018. Posted in Appuntamenti e Segnalazioni

Alice alla ricerca della chiave perduta

3️⃣5️⃣ anni di vita del Centro Danzaricerca vanno festeggiati con una nuova, spettacolare produzione.

locandina 35° galà centro danzaricerca

Nel primo tempo tutti gli allievi si esibiranno nelle discipline studiate durante l’anno accademico 2017/18.

Nel secondo tempo vi aspetta un nuovo, fantastico ed entusiasmante viaggio di Alice che, per cercare una chiave misteriosa e perduta, deve tornare nel Paese delle Meraviglie.

“Quale uomo di genio su questa Terra non si è lasciato corrompere dall’abbraccio della follia? In essa risiede il seme dell’intuizione. Senza un briciolo di pazzia che saremmo noi, se non alberi senza foglie?”

Frase tratta dal libro "Alice from Wonderland"

La serata è ad inviti.

Potete rivolgervi presso la segreteria del Centro Danzaricerca dal lunedì al giovedì fino al 13 giugno dalle 17.00 alle 19,30.
📧 info@danzaricerca.it
📳 331.5412110
☎️ 02.25390359
Siamo a Cologno Monzese, in Via Molise, 2.

Il 35° Galà di fine anno del Centro Danzaricerca: uno spettacolo ambito e di altissimo livello. 
La ricerca dei gesti nella danza, espressioni d'arte!

Italia’s Got Talent: la nostra pazzesca avventura raccontata dal dietro le quinte

Written by Cristina on aprile 7th, 2018. Posted in Italia's Got Talent 2017, Riflessioni di Agnese

Italia’s Got Talent un anno dopo: riflessioni di Agnese Riccitelli di un’avventura straordinaria.

Parte uno : dal provino alle audition.

Veramente la nostra pazzesca avventura è iniziata più di un anno fa, a maggio 2016. Per questo … nel raccontare la mia/nostra esperienza mi piacerebbe dividere il racconto in tre parti.

E la prima inizia con un provino mandato senza nemmeno crederci troppo. Sapete quelle cose che si fanno dicendo: “ma si, tanto non ci risponderanno mai”. Il provino comprendeva una unica coreografia molto simile a quella andata in onda nelle audition, senza la mia presenza. Volevo portare le mie allieve e basta. (Io sono vecchia e poco interessante per un pubblico televisivo).

Mandammo il provino e non ci pensammo più. Poi arrivò un mese e mezzo dopo la telefonata dello staff di IGT.Agnese, vi stavamo scartando, poi però ci siamo documentati su di te (e qui ci vuole poco, Facebook, Instagram, sito, per non parlare di foto e video demenziali che compaiono spesso nel mio profilo) e noi vogliamo te. Assolutamente… perché tu esprimi la voglia di danzare, la passione, perché tu vivi la tua scuola di danza come una vera casa e si sente profumo di famiglia quando ne parli. Perché balli dovunque e te ne freghi del giudizio altrui, perché arrivi anche a far ballare la tua gatta.”

Non mi dimenticherò mai quella telefonata, mentre ero al CDR a fare il restauro con un pennello in mano e gli imbianchini intorno. Tutta coperta di vernice. Naturalmente dopo la telefonata ho urlato. Perché sapevo che sarebbe stata una bella avventura.

A seguire arrivammo a “recuperare” il gruppo delle allieve e costruire un numero che fosse il mix tra la mia “persona” e le mie “persone” . Per dirlo alla Grey’s Anatomy.

È chiaro a tutti che tutte le puntate di IGT a parte la finale, sono registrate, per dar modo di preparare un prodotto televisivo di altissima qualità gestendo i concorrenti e tutto quello che gira intorno nei minimi particolari.

A settembre siamo entrati in sala prove. Convocazione a Firenze il Primo Novembre.

Ci siamo preparate come si preparano gli atleti per le olimpiadi (anche se noi avevano ben poca cosa rispetto ai loro record) ma l’approccio è stato lo stesso. La concentrazione, la ricerca della perfezione del movimento la dove la “sincronizzazione” la faceva da maestra, la collaborazione tra noi tutte, l’assistenza sempre di un Maestro in sala prove che ci correggesse tutte fino all’esasperazione. Lo abbiamo fatto con tanta gioia, ma anche credo con quella scelleratezza che si possiede quando si va ad affrontare una cosa più grande di noi senza prenderla troppo sul serio. O almeno, il giusto.

Tutte siamo maturate un pochino in quel lavoro certosino che ci ha avvicinato ancora di più. E ha coinvolto i genitori che man mano che passavamo ogni selezione diventavano sempre più i nostri fan più sfegatati.

Firenze, Primo Novembre. Abbiamo fatto tutto in una giornata. Un sacco di riprese video alla sottoscritta che si è divertita ad entrare ed uscire dai case (sono i bauli delle luci) e fare l’intervista danzando. Praticamente mi hanno fatto fare quello che mi piaceva di più. Mi sono divertita. Un sacco. Una bambina al parco dei divertimenti. Uguale. Poi una prova secca sul palco e via… registriamo, saliamo sul palco… Tutto è stato perfetto, senza una sbavatura. Un applauso e una standing ovation hanno chiuso la nostra performance. 4 SI! Non ci potevamo credere!

"Agnese ha messo le ali"

L'inizio della nostra fantastica avventura #IGT #2k17 le #audition poco più di un mese fa #agnesericcitelli e le #riccitelle "Agnese ha messo le ali"

Pubblicato da Agnese Riccitelli su sabato 13 maggio 2017

Siamo ripartite x Milano speranzose che tra tutti i 4 SI  di un centinaio di concorrenti, noi potessimo essere selezionate ( solo 31 posti disponibili) per la semifinale. Diciamo che avevamo cominciato a prenderci gusto.


Parte due: la Semifinale

Novembre è stato un mese straordinario perché al CDR avevamo in programmazione un mio “sogno nel cassetto”: l’allestimento dello show FEEL THE LOVE con Sarah Jane Morris e Tony Remy per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne. Sarah Jane alla voce, Tony alla chitarra e gli allievi del CDR alla danza. Una serata emozionante. Ma un mese, quello di novembre, davvero senza fiato. Ma il fiato mi è mancato del tutto quando a fine mese IGT mi ha chiamato per comunicarmi che eravamo state selezionate per la Semifinale!

Quindi: vai a trovare un’idea ancora più bella della performance dedicata a Pina Baush dove tutta l’attenzione era per le braccia. In verità ci ho messo poco a trovare l’idea. Ho pensato ai piedi. E a quella meravigliosa poesia di Erri De Luca Elogio dei Piedi che avevo nel cassetto da tanto tempo ed aspettava di essere coreografata in qualche modo. Dicembre, le vacanze di Natale, gennaio… è stato un periodo impegnativo. La fatica era passare dall’idea alla realizzazione della coreografia. Tenere insieme l’effetto che poteva fare un gigantesco telo sul palco, far uscire in modo perfetto i piedi delle ragazze dai buchi, far sparire il telo….

Ce l’abbiamo fatta, abbiamo provato con la stessa professionalità della volta precedente e siamo partite per Roma. 29 e 30 gennaio in Teatro.

Questa volta due giorni tra prove, riprese video e poi la registrazione della Semifinale. Due puntate di semifinali, 31 concorrenti x soli 10 posti. A’sto giro abbiamo cominciato a tremare.

Siamo partite con un pullman tutto per noi, con un po’ di mamme e papà al seguito, e con le idee chiare su una cosa: adesso non si scherza più. Dobbiamo fare sul serio.

Le 18 riccitelle (così ha ribattezzato le ragazze Luciana Littizzetto) sono state impeccabili. 18 professioniste. Prima durante e dopo. Se penso che alcune di loro hanno solo 12.. 13 anni, credo che sia stato importante x ognuna vivere questa esperienza perché te la porti dentro tutta la vita e per certi versi ti fa diventare “grande” tutto d’un colpo.

Allora, l’agonia è stata lunga, eravamo nell’ultimo blocco, le terzultime, poi ci hanno chiamato tutti noi dell’ultimo blocco. Eh… posso dirvi che al momento non ho realizzato. Non ho realizzato che eravamo in Finale. Mi sono emozionata ancora e forse di più quando mi sono vista in televisione.

Agnese Riccitelli – Semifinale IGT

Dopo una coreografia dedicata a Pina Baush e alle mani, per la semifinale un omaggio ai piedi, parte del corpo spesso dimenticata e bistrattata. L'occasione è una delle più belle poesie di Erri De Luca …

Pubblicato da Agnese Riccitelli su sabato 20 maggio 2017

Ora mi fermo per una riflessione: certo.. sto parlando di una semplice esperienza in un semplice talent in televisione. Non sto salvando la terra dal buco dell’ozono e non sto raccontando di una spedizione in Africa. E non abbiamo salvato la vita di nessuno. Fly down, me lo dico sempre. Ma questo non vuol dire rinunciare a delle esperienze che al loro interno nascondono dei valori che per delle ragazze… più o meno giovani, sono comunque importanti. Perché laddove c’è un obiettivo da raggiungere, dei sacrifici da affrontare, un ostacolo o tanti ostacoli lungo il percorso.. ecco… se questa è la strada che io e le riccitelli abbiamo percorso, allora è una gran bella strada e ci ha fatto star bene. Un gran che bene.

Posso dirvi che alle 3 del mattino mentre il pullman ci riportava a Milano ho chiamato tutto il mondo e ho urlato questa cosa. E ne ho gioito. Nel modo più puro e sincero.


Parte tre: la Finale

Come dire: adesso sono cavoli! Preparare una cosa più bella di quella “del telo e dei piedi” che, quando è andata in onda… ha scatenato un’ondata di complimenti verso di noi inaspettata. ..

Non è stato facile trovare l’idea giusta. Nella preparazione della Finale gli autori di IGT cercano di collaborare con ogni singolo concorrente affinché ognuno tiri fuori il meglio di se, confezionato nel più bel pacchetto regalo. E qui voglio aprire una parentesi e raccontare di quanto sempre fin dall’inizio siamo stati coccolati, seguiti, trattati da professionisti da tutti i ragazzi dello Staff di IGT. Mai una sbavatura. Non li ho mai visti arrabbiarsi ne innervosirsi anche quando le situazioni complicate lo giustificavano. Sono stati adorabili. Dagli Autori, al Coreografo, al Direttore Artistico, ai consulenti musicali, alle ragazze che ci hanno seguito e gestito in tutto e per tutto. Dei professionisti adorabili. Sempre gentili e sempre sorridenti.

Comunque, troviamo il tema “il muro” e l’idea di usare dei pannelli da spostare, far cadere, incastrare etc. Dall’idea del pannello, alla consegna dei prototipi, fino agli 8 pannelli …è passato un bel po’ di tempo prezioso che ci ha costretti a chiuderci praticamente in sala prove per tre settimane comprese le vacanze di pasqua. I genitori delle riccitelle, in questa ultima fase, hanno superato se stessi. Ci portavano da mangiare, restavano ad assistere alle prove x dare una mano, ci mettevano la musica, ci portavano il caffè nel thermos, ci incitavano nei momenti di stanchezza… insomma sono stati i nostri coach. Capitanati tutti dalla capa-coach Francesca .

La Finale si è svolta in diretta a Milano il 28 aprile. Noi abbiamo vissuto in Teatro dal 22 aprile 7 giorni meravigliosi insieme agli altri concorrenti. Un’atmosfera fantastica. Tutti sapevamo di essere dei vincitori x essere arrivati fino a li. Comunque fossero andate le cose, noi eravamo tutti felici.

Agnese Riccitelli – Finale IGT

Infine la nostra ultima performance in questa meravigliosa avventura di IGT. Abbiamo voluto porre la nostra attenzione ad un tema sociale davvero forte e attuale, come quello "del muro" e delle barriere in genere. Ultima performance non vuol dire fine dell'avventura, noi continuiamo a danzare e sognare, che in fondo è quello che ci riesce sempre fare meglio …

Pubblicato da Agnese Riccitelli su sabato 27 maggio 2017

Come è andata a finire lo sapete. Cosa siamo diventate noi dopo questa avventura … forse ve lo devo dire. Abbiamo acquistato tutte (dalle 12enni alla “vecchia” Maestra) un’energia in più, che è scaturita dalla nostra esperienza di un anno. Un anno di prove, impegno, sacrifici, emozioni, amicizie che si saldano, momenti buffi, problemi che si creano da risolvere, intoppi, e poi altri intoppi, poi li risolvi e se ne crea un altro e ti chiedi se ti stanno girando una Candid Camera.

Siamo diventate più forti. ma anche più leggere. … come dicevo prima, non è che con la nostra esperienza ad IGT fino in Finale abbiamo salvato il mondo, ma abbiamo vissuto una delle esperienze più pazzesche che ci potessero capitare. E a questo punto non ci sediamo sugli allori ma ci stiamo già domandando cosa possiamo fare di più e di nuovo per tenere allenato il nostro cuore alle emozioni nuove e diverse e perché un po’ di “ego esploso” nella vita aiuta a rimettersi in viaggio senza paura. È vita anche questa. Meravigliosa

Il balletto non è una cosa da signorine: un anno di studi gratis per il tuo bambino maschio!

Written by Cristina on luglio 5th, 2017. Posted in News

Se tuo figlio ama la danza lascia che si esprima: al Centro Danzaricerca cerchiamo ballerini maschi talentuosi in erba, da crescere e far diventare veri artisti

In Gran Bretagna è partito un progetto per scoprire i nuovi talenti “maschi” della danza. E noi del Centro Danzaricerca, non potevamo esimerci da seguire le orme di questo esperimento.

Sul finire del nostro #annopazzesco ci siamo chiesti cosa potevamo fare per creare nuovi vivai affinchè ancora più giovani si avvicinassero alla danza. E… il numero esiguo dei maschi che si dedicano a questa disciplina ci ha fatto scegliere il “modo giusto” per essere i primi e forse gli unici al mondo a lanciare un’iniziativa del genere.

Un anno di studi completamente gratis al Centro Danzaricerca per tutti i maschietti.

Dall’età di 4 anni in su, sono i benvenuti.

danzaricerca offre corso gratis bambini maschi balletto

Li aspettiamo e, dopo un breve colloquio con loro ed i loro genitori, creeremo un percorso di studio personalizzato all’interno dei corsi del Centro Danzaricerca.

Potranno spaziare dal classico al modern e al contemporaneo, fino all’hiphop, inserendo anche le lezioni di pilates.

Noi non vediamo l’ora di essere un vivaio ricco di nuove fioriture. E tutte declinate al maschile.

Contattateci al 331.5412110 siamo reperibili tutta l’estate, 24 ore su 24.

La segreteria invece aprirà dal 4 settembre dal lunedì al giovedì dalle 17.00 alle 19.00.
I corsi iniziano a partire dal 25 settembre.

Aspettiamo il nuovo #billyelliot e lo vogliamo coccolare e preparare noi, qui al @CDR

Agnese Riccitelli e le “riccitelle” in finale a Italia’s Got Talent

Written by Cristina on aprile 25th, 2017. Posted in Italia's Got Talent 2017

Agnese Riccitelli arriva in finale a Italia’s Got Talent entusiasmando il pubblico e i quattro giudici del programma televisivo che premia gli artisti più talentuosi.

Agnese Riccitelli ha stupito il pubblico ed i quattro giudici di Italia’s Got Talent, Bisio, Littizzetto, Zilli e Matano, con la prima esibizione dove ha reso omaggio alla ballerina tedesca Pina Baush, portando sul palco la grazia di movimenti all’unisono con il suo corpo di ballo composto da 18 ballerine allieve del Centro Danzaricerca guadagnandosi la selezione alle semifinali.

italias-got-talent-agnese-riccitelli-omaggio-pina-baush

Dopo aver superato le selezioni alle semifinali, di oltre 100 artisti, lo scorso 14 aprile, nella puntata per la selezione alle finali Agnese Riccitelli e le sue allieve hanno stupito ed esaltato il pubblico ed i giudici Bisio, Littizzetto, Zilli e Matano, scatenando una standing ovation con una coreografia quale ode ai piedi, citando una poesia dello scrittore Erri De Luca, offrendo “un’emozionante coreografia con un caratteristico ed inusuale omaggio ai piedi” (cit. de Il Messaggero).

Questo il video dell'esibizione alle semifinali di Italia's Got Talent

Venerdì 28 aprile, il via alla finale nel grande evento condotto da  Lodovica Comello e in diretta su TV8 dalle 21:15, dove sarà incorontato il vincitore di Italia’s Got Talent 2017!

I giudici Claudio Bisio, Nina Zilli, Luciana Littizzetto e Frank Matano, in questa occasione, faranno da spettatori e sarà il pubblico a decretare il vincitore di questa finale tramite la app, i social e via sms sarà infatti possibile votare per Agnese Riccitelli e le sue allieve!

Come votare? Potrete farlo solo durante la diretta e seguendo tutte le indicazioni che trovate sul sito ufficiale di #IGT (clic sull’immagine per andare al sito di Italia’s Got Talent).

igt come votare agnese riccitelli

Preparati ed il 28 aprile vota anche tu Agnese Riccitelli e le sue allieve: rendi indimenticabile questa finale di Italia’s Got Talent!

Segui anche tu la pagina ufficiale di Agnese Riccitelli su Facebook!

 

33° Gran Galà CDR – Considerazioni di Agnese Riccitelli

Written by Cristina on giugno 22nd, 2016. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Agnese Riccitelli durante le prove con le bimbeÈ stato un Galà diverso dagli altri. Ricco di emozioni. Certo… tutti gli anni diciamo … “questo è il più bello”. Ma quello di quest’anno è stato come una Matrioska… più aprivi e più uscivano sorprese, situazioni, occasioni ed emozioni inaspettate.

Un primo tempo dove tutti gli allievi si sono esibiti nelle discipline che hanno studiato durante l’anno. E un secondo tempo dove tutti hanno partecipato a “… e adesso MUSICAL”, un omaggio ai più bei musical della storia.

La differenza l’hanno fatta le clip che i miei più cari amici danzatori mi hanno mandato, e che abbiamo video proiettato, dove hanno raccontato le loro emozioni ma anche il loro legame col Centro Danzaricerca.

La differenza l’hanno fatta tutti gli allievi che hanno eseguito una performance di alto livello. Precisi, tutti insieme, con tanta energia, con tanta tecnica e tanta dedizione.

La differenza l’hanno fatta i nuovi insegnanti che si sono aggiunti quest’anno e le loro coreografie innovative e diverse che sono state da stimolo per tutti noi.

Giammarco Capogna per il modern/contemporary, Mattia Ferrua per l’urban modern fusion, Luca Mariani per l’hip-hop.

E le mie assistenti Lorena e Giulia per i corsi di classico sono state il binomio perfetto.

Le sorprese sono state tante.

La più bella è stata ritrovarsi Alessandro Ripamonti, nato e cresciuto al Centro Danzaricerca, ora danzatore nel musical CATS-Le Musical a Parigi, che ha preso un volo da Parigi ed è piombato inaspettatamente sul palco con un mazzo di fiori per me.

La sorpresa più “autorevole” è stata avere ospiti tra il pubblico il Sindaco di Cologno dott. Angelo Rocchi e l’Assessore alla Cultura dott.ssa Dania Perego e “lanciare” con loro dal palco di Concorezzo il nostro prossimo evento perché sarà grazie alla sensibilità del Comune e della dott.ssa Perego che il 26 novembre al Palazzetto di Cologno per la Giornata internazione contro la violenza sulla donne ci sarà ad esibirsi con la sua toccante voce Sarah Jane Morris accompagnata dal suo chitarrista Tony Remy. E tutti i piccoli-grandi danzatori del Centro Danzaricerca si esibiranno arricchendo le atmosfere magiche che solo Sarah Jane sa creare con le sue canzoni.

La sorpresa che ho cercato e voluto per tutti i miei allievi è stata quella di chiamare il noto regista Walter Nanni, che già in passato aveva girato un piccolo reportage per noi, affinché riprendesse i nostri tre giorni in Teatro: dall’allestimento alle prove fino allo spettacolo, per realizzare un piccolo film sulla nostra avventura di fine anno.

Poi… ci sono i valori aggiunti. Quelli raccontati (grazie) sul palco sia dallo stesso Nanni che dal Sindaco quando hanno sottolineato che una realtà come la nostra è non solo un posto dove si impara a danzare, ma (ed è così che l’ho pensata e vissuta sempre io) è un posto dove imparare a costruire relazioni sane tra le persone. E su questo tema ci ho costruito proprio una coreografia con le 4 allieve rimaste di un gruppo storico. Rimaste perché… ognuna di loro ha preso strade che per il lavoro e per scelte di vita, le hanno allontanate apparentemente dal Centro Danzaricerca. Ma ancora oggi loro sono un gruppo legato indissolubilmente. “La danza ci ha fatto incontrare. La danza ci tiene unite. Per sempre. Nella vita”.

Sono le persone che hanno fatto la differenza.

Tra tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte, prima, mentre e dopo ne cito uno: Stefano Forzoni, per tutti sTen. Perché lui è multitasking: presenta, monta video, crea scherzi fantastici tra di noi, è l’anima di #corpiadesivi, ma per me è soprattutto l’Amico. L’anima che mi fa calmare quando sono agitata. L’Amico che trova sempre una soluzione. Quello che… c’è.

Guardavo le piccole di tre anni sul palco domenica sera da dietro le quinte danzare la Marcia di Radetzky. E piangevo di emozione. In quel momento ho pensato che sono una persona fortunata. Perché la mia passione è ancora “fuoco” dentro di me. Perché ho ancora tante cose da fare. E ho tante persone speciali intorno che mi vogliono bene e che non desiderano altro che rendere ancora più meraviglioso questo posto che per me è casa.

“CASA NON E’ DOVE VIVI MA DOVE TI CAPISCONO”

A tutti quelli che non ho nominato in questo articolo, perdonatemi, ma sarebbe diventato troppo lungo. Ma ci siete tutti nel mio GRAZIE finale, tutti quanti. Tutti voi che col vostro esserci in mille modi differenti avete reso luminosi e speciali questi tre giorni in Teatro.

#33GalaCdr #nonchiamatelosaggio #masoloemozioni

Vi voglio bene.
Con gratitudine

The TICER

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