Centro Danzaricerca - Agnese abbraccia vater - posa artistica

33° Gran Galà CDR – Considerazioni di Agnese Riccitelli

Written by Cristina on giugno 22nd, 2016. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Agnese Riccitelli durante le prove con le bimbeÈ stato un Galà diverso dagli altri. Ricco di emozioni. Certo… tutti gli anni diciamo … “questo è il più bello”. Ma quello di quest’anno è stato come una Matrioska… più aprivi e più uscivano sorprese, situazioni, occasioni ed emozioni inaspettate.

Un primo tempo dove tutti gli allievi si sono esibiti nelle discipline che hanno studiato durante l’anno. E un secondo tempo dove tutti hanno partecipato a “… e adesso MUSICAL”, un omaggio ai più bei musical della storia.

La differenza l’hanno fatta le clip che i miei più cari amici danzatori mi hanno mandato, e che abbiamo video proiettato, dove hanno raccontato le loro emozioni ma anche il loro legame col Centro Danzaricerca.

La differenza l’hanno fatta tutti gli allievi che hanno eseguito una performance di alto livello. Precisi, tutti insieme, con tanta energia, con tanta tecnica e tanta dedizione.

La differenza l’hanno fatta i nuovi insegnanti che si sono aggiunti quest’anno e le loro coreografie innovative e diverse che sono state da stimolo per tutti noi.

Giammarco Capogna per il modern/contemporary, Mattia Ferrua per l’urban modern fusion, Luca Mariani per l’hip-hop.

E le mie assistenti Lorena e Giulia per i corsi di classico sono state il binomio perfetto.

Le sorprese sono state tante.

La più bella è stata ritrovarsi Alessandro Ripamonti, nato e cresciuto al Centro Danzaricerca, ora danzatore nel musical CATS-Le Musical a Parigi, che ha preso un volo da Parigi ed è piombato inaspettatamente sul palco con un mazzo di fiori per me.

La sorpresa più “autorevole” è stata avere ospiti tra il pubblico il Sindaco di Cologno dott. Angelo Rocchi e l’Assessore alla Cultura dott.ssa Dania Perego e “lanciare” con loro dal palco di Concorezzo il nostro prossimo evento perché sarà grazie alla sensibilità del Comune e della dott.ssa Perego che il 26 novembre al Palazzetto di Cologno per la Giornata internazione contro la violenza sulla donne ci sarà ad esibirsi con la sua toccante voce Sarah Jane Morris accompagnata dal suo chitarrista Tony Remy. E tutti i piccoli-grandi danzatori del Centro Danzaricerca si esibiranno arricchendo le atmosfere magiche che solo Sarah Jane sa creare con le sue canzoni.

La sorpresa che ho cercato e voluto per tutti i miei allievi è stata quella di chiamare il noto regista Walter Nanni, che già in passato aveva girato un piccolo reportage per noi, affinché riprendesse i nostri tre giorni in Teatro: dall’allestimento alle prove fino allo spettacolo, per realizzare un piccolo film sulla nostra avventura di fine anno.

Poi… ci sono i valori aggiunti. Quelli raccontati (grazie) sul palco sia dallo stesso Nanni che dal Sindaco quando hanno sottolineato che una realtà come la nostra è non solo un posto dove si impara a danzare, ma (ed è così che l’ho pensata e vissuta sempre io) è un posto dove imparare a costruire relazioni sane tra le persone. E su questo tema ci ho costruito proprio una coreografia con le 4 allieve rimaste di un gruppo storico. Rimaste perché… ognuna di loro ha preso strade che per il lavoro e per scelte di vita, le hanno allontanate apparentemente dal Centro Danzaricerca. Ma ancora oggi loro sono un gruppo legato indissolubilmente. “La danza ci ha fatto incontrare. La danza ci tiene unite. Per sempre. Nella vita”.

Sono le persone che hanno fatto la differenza.

Tra tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte, prima, mentre e dopo ne cito uno: Stefano Forzoni, per tutti sTen. Perché lui è multitasking: presenta, monta video, crea scherzi fantastici tra di noi, è l’anima di #corpiadesivi, ma per me è soprattutto l’Amico. L’anima che mi fa calmare quando sono agitata. L’Amico che trova sempre una soluzione. Quello che… c’è.

Guardavo le piccole di tre anni sul palco domenica sera da dietro le quinte danzare la Marcia di Radetzky. E piangevo di emozione. In quel momento ho pensato che sono una persona fortunata. Perché la mia passione è ancora “fuoco” dentro di me. Perché ho ancora tante cose da fare. E ho tante persone speciali intorno che mi vogliono bene e che non desiderano altro che rendere ancora più meraviglioso questo posto che per me è casa.

“CASA NON E’ DOVE VIVI MA DOVE TI CAPISCONO”

A tutti quelli che non ho nominato in questo articolo, perdonatemi, ma sarebbe diventato troppo lungo. Ma ci siete tutti nel mio GRAZIE finale, tutti quanti. Tutti voi che col vostro esserci in mille modi differenti avete reso luminosi e speciali questi tre giorni in Teatro.

#33GalaCdr #nonchiamatelosaggio #masoloemozioni

Vi voglio bene.
Con gratitudine

The TICER

Come “preparare” la borsa di danza

Written by Agnese on ottobre 25th, 2013. Posted in Riflessioni di Agnese

piccole allieve del CDRDa qualche tempo sono riprese le lezioni di danza e, come per tutte le attività motorie, la borsa deve essere sempre in ordine per essere sempre pronti a raggiungere il Centro Danzaricerca!

Ma… cosa mettiamo dentro?

  • L’abbigliamento per la lezione: body, calzamaglia, fuseaux, scarpette per il classico, calzettoni puliti – non quelli che avete indosso dalla mattina- per il modern, scarpe da ginnastica o specifiche per la video dance
  • Qualche indumento di cambio di scorta, nel caso sudiate molto e volete cambiarvi
  • Se avete il thera band per stretching prima e dopo la lezione, meglio
  • un asciugamano da portare in sala
  • una bottiglietta d’acqua da portare in sala
  • occorrente per la doccia ( asciugamano o accappatoio-in microfibra meglio, occupa meno spazio- bagnoschiuma)
  • elastici per capelli, mollette e forcine
  • spazzola, pettine
  • ago e filo, non si sa mai
  • qualche cerottino
  • un paio di piccole forbici
  • un deodorante

 

Ricordatevi di aver cura della vostra pulizia e igiene personale!

E poi aggiungete nella vostra borsa di danza una valanga di sorrisi!

Buona lezione e buona ripresa!

Agnese

 

 

 

 

Consigli per una “ripresa” dopo le vacanze estive

Written by Agnese on settembre 30th, 2013. Posted in Riflessioni di Agnese, Tips

La ripresa fisica, dopo una pausa, ha un percorso di attività semplice ma funzionale. Alcuni suggerimenti per preparare il vostro corpo alla danza.

Dopo la pausa estiva, con la ripresa di tutte le attività, la voglia di ricominciare al massimo delle prestazioni e con grande entusiasmo le lezioni di danza è tanta.

E questo è fantastico!

Ma il corpo è stato “fermo”, si è giustamente riposato e dobbiamo dargli il tempo di riappropriarsi della tecnica, dell’elasticità, della consapevolezza del movimento.

Per questo il mio personale consiglio è questo: non abbiate fretta!

Il corpo non dimentica. Ha solo bisogno del suo tempo. E imparate ad ascoltarlo.

Durante le prime lezioni ponete l’attenzione sulla respirazione in ogni vostro movimento, soprattutto quando praticate il riscaldamento.

Non spaventatevi se il vostro corpo non risponde subito al massimo come eravate abituati tre mesi fa. Lo farà presto.

E mettete in conto che il giorno dopo… e peggio ancora due giorni dopo, avrete “dolori dappertutto” perché avrete prodotto un bel po’ di acido lattico.

Cercate di fare molto stretching prima e dopo la lezione, magari aiutandovi con le bande elastiche (thera band) e sempre respirando “in uscita” quando spingete sulla zona che state “tirando”.

Qualche massaggio se potete, un bagno caldo con sale grosso (molto sale grosso… melius abundare quam deficere), una buona idratazione dall’esterno bevendo molti liquidi, un’alimentazioni ricca di magnesio e potassio (potete aiutarvi anche con degli integratori)  vi supporteranno, in pochi giorni, a riprendere consapevolezza del vostro fisico, ritrovando quell’elasticità che pensavate di aver perduto.

Dieci giorni… massimo due settimane… e avrete riacquisito il “vostro corpo”. Elastico, dinamico, felice di danzare.

Enjoy it!

Agnese

 

 

 

Il Centro Danzaricerca: la nostra “mission” e il nostro staff

Written by Agnese on settembre 6th, 2013. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Presso il Centro Danzaricerca collaborano Maestri di grande spessore e levatura. Voglio soffermarmi su di loro, in qualità di Direttore Didattico, sia sotto l’aspetto professionale sia sotto l’aspetto umano.

In 30 anni di vita la frase ricorrente che ho sentito da allievi, genitori, e amici/colleghi che sono passati dal Centro Danzaricerca è stata “questo è un posto molto accogliente, si sta come a casa”.

In verità ho sempre posto l’attenzione a questo valore aggiunto. Ho cercato di trovarlo anche e soprattutto nei collaboratori, unito ad una esperienza di spessore ed a una alta qualità della loro proposta come docenti.

Christian Carubelli

(docente di contemporary jazz) ha iniziato il suo percorso di danza proprio al CDR, per poi diventare danzatore professionista, direttore di un centro di danza e contemporaneamente insegnante free-lance in tutta Italia.

Paolo Calci

(docente di danza classica per adulti) ha trascorso molti anni in tournee in compagnie di danza internazionali. Per citarne una: la compagnia della signora Carla Fracci.

Piergiorgio Montalesi

(docente di video dance) anche se molto giovane, ha già lavorato con importanti coreografi nel campo televisivo e teatrale. Per citarne uno: Mister Bill Goodson.

Loro tre sono il fiore all’occhiello del nostro Centro. Non sto qui ad elencarvi il loro lungo e farcito curriculum, per questo vi rimando alle loro personali schede nel sito, ma sono stati scelti perché il loro bagaglio personale non è fatto solo di competenze tecniche ma anche e soprattutto della conoscenza di quello che caratterizza uno speciale insegnante: la “buona relazione” con gli allievi. Dote assolutamente indispensabile per creare in classe un clima sereno, di attenzione, di collaborazione tra gli allievi stessi e tra allievi e insegnante.

C’è un altro valore aggiunto che ritengo importante per me e per la filosofia del Centro Danzaricerca, e per il quale mi ritengo molto fortunata: loro sono professionisti con i quali ho condiviso esperienze lavorative. Ho stretto con loro un rapporto speciale di rispetto dei ruoli e di condivisione delle competenze. E anche di amicizia. Spesso ci ritroviamo a discutere sulle nostre esperienze in sala prove per “passarci” informazioni, affinché possiamo essere allineati su tecniche, stili, dinamiche che hanno comunque tutte un filo che li unisce.

E’ importante per l’allievo “ritrovarsi” in certe spiegazioni quando studia con insegnanti diversi. Le dinamiche saranno differenti, ma certe impostazioni FONDAMENTALI restano alla base di qualsiasi disciplina tersicorea.

Auguro un buon lavoro al Maestro Carubelli, al Maestro Calci e al Maestro Montalesi.

Con gratitudine per il loro prezioso contributo

Agnese Riccitelli

 

 

 

31° anno accademico: pronti… via!!!

Written by Agnese on settembre 2nd, 2013. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Questo sarà un post molto “romantico”. Perché quando si realizzano dei grandi sogni, uno dentro l’altro, come una matrioska, lo si può fare solo con l’aiuto e l’amore degli altri. E quindi dopo le “fatiche” del 30° Saggio del Centro Danzaricerca, che ha visto impegnati non solo gli allievi ed i miei indispensabili e preziosi collaboratori, ma anche tanti tanti genitori, dopo la pausa estiva dove si stempera la stanchezza ma anche quella struggente malinconia (perché tutto finisce di punto in bianco), dopo il riposo fisico e mentale, dopo quel “tempo” prezioso” che serve per ricaricare le pile, eccoci a pochi giorni da un nuovo anni accademico: il TRENTUNESIMO.

23 settembre 2013

Non vedo l’ora.

Ed io vorrei dire che…

sono profondamente grata a tutti ma proprio tutti per esserci stati in questo viaggio fantastico dove abbiamo raccontato la magica storia di Simba,  ma dove ci siamo anche confrontati con una serie di accadimenti, a volte imprevisti, a volte meravigliosi.

Il sogno nel sogno, tutto mio, è stato condividere il palco con la strepitosa Sarah Jane Morris e il suo splendido chitarrista Antonio Forcione.

 

Il sogno più grande è stato vedere il Palazzetto trasformarsi in due notti magiche dove con la danza abbiamo potuto trasmettere/ci sensazioni che nessuno ci porterà via. Perché come dice un vecchio detto argentino ” Nada Te Puede Quitar Lo Bailado” ( Niente ti può togliere quello che hai danzato).

Mi sono presa anch’io del tempo per “restare ferma” e domandarmi dove sta andando la “danza”, per esplorare modi nuovi di portarla verso il mondo e verso la gente , mi sono presa tempo per studiare e tornare in sala prove laggiù a New York dove l’energia è pura e i Maestri hanno sempre qualcosa di speciale da donarti. Mi sono presa il tempo giusto per ricominciare alla grande, per aspettarvi a braccia aperte, per danzare di nuovo insieme. Perché noi quando danziamo siamo felici e per un po’ ci dimentichiamo di tutto il resto. Perché ho ri-scoperto di nuovo che possiamo scegliere. Scegliere di provare solo emozioni forti. E trasudanti di gioia. Con la danza succede.

“Chi non danza non sa cosa succede”

(Da un frammento gnostico)

Con gratitudine e con gioia…

vi aspetto
Agnese Riccitelli

 

Sarah Jane Morris e Antonio Forcione ospiti d’onore al nostro 30° Galà di fine anno

Written by Agnese on maggio 30th, 2013. Posted in News, Riflessioni di Agnese

In dirittura d’arrivo, a pochi giorni dal debutto…  ecco che arriva il regalo più bello, il sogno che ho rincorso da tanto tempo: Sarah Jane Morris e Antonio Forcione allo spettacolo di fine anno, nella giornata di domenica 16 giugno 2013, del Centro Danzaricerca di Cologno Monzese (Milano).

Domenica 16 giugno alle 21:00, saranno nostri ospiti d’onore e si esibiranno sul palco del Palazzetto dello Sport di Cologno Monzese (di più non posso dirvi… sorpresa!!!)

Sarah Jane Morris, Sarah Jane Morris esibizione cologno monzese una delle più raffinate e meno formali cantanti degli ultimi anni, sempre in bilico tra ossequio alla tradizione e desiderio di esplorare nuovi territori musicali, accompagnata da

Antonio Forcione,  definito il “Jimi Hendrix della chitarra acustica”,  performer annoverato già da anni nell’Olimpo dei chitarristi di fama mondiale.

Condividerò con loro il palco. I grandi artisti, quelli veri, sono persone speciali. Non smetterò mai di dire grazie a questi due straordinari artisti che ci onoreranno della loro presenza. Non perdetevi questa magia e  la fortuna di ascoltare dal vivo la voce sofisticata e graffiante di Sarah Jane Morris e il ”  tocco bellissimo (Paul McCartney) “ di Antonio Forcione.


La serata è a INVITI

Per info:

Centro  Danzaricerca
Via Molise, 2
Cologno Monzese (Milano)

Dal lunedì al giovedì
dalle 17:00 alle 20:00
Fino al 12 giugno

Tel. 02.25390359

info@danzaricerca.it

locandina Sarah Jane Morris e Antonio Forcione al saggio 2013 CDR

 

 

Lo shuffle: un nuovo stile di danza?

Written by danzaricerca on febbraio 6th, 2012. Posted in Riflessioni di Agnese, Stili di Danza

Il mio punto di vista
Testi a cura di Agnese Riccitelli – Direttore Artistico, Ballerina e Coreografa. 

Cosa  è lo SHUFFLE: è un modo particolare di muovere i piedi facendo perno sul metatarso e sollevando i talloni. Un piede fa questa rotazione di 90 ° en dehors e l’altro fa la stessa cosa ma spostandosi in avanti ,in dietro o lateralmente. Grazie a questo gioco di tacco-punta ci si può spostare in qualsiasi direzione.

Questa è una spiegazione tecnica che potrei fornire io, in qualità di insegnante coreografa con un esperienza che nasce dallo studio della danza classica e del modern. Negli anni ho potuto avvicinarmi (perché non esiste buona danza e cattiva danza) anche ad altre discipline che mi hanno permesso di avere una visione più vasta e completa della danza nel suo insieme .

Questa, invece, è la spiegazione che viene data da Wikipedia:

Il Melbourne Shuffle è uno stile di ballo nato nella scena underground di Melbourne, in Australia verso la fine degli anni 80. Successivamente sono nate molte correnti stilistiche, il loro nome è in genere associato a quello di un paese, che si specializzano in una variante del ballo. Il movimento base della danza è il T-step adatto per vari tipi di musica elettronica. A questo trick si aggiungono altri movimenti delle mani e dei piedi, come il running man, il foot dragging e gli spin.

La cosa sorprendente che ho notato è che tutto si trasforma ma niente si inventa e che ogni passo ha le sue origini in passi storicamente più “antichi”.

Studiando tip-tap ho colto molte somiglianze con alcuni passaggi nella danza di carattere(nate molto prima del tip-tap).

Lo stesso passo base dello SHUFFLE non deriva forse da alcuni passi del modern-jazz degli anni 80?

Se vi ricordate le splendide coreografie di Lorella Cuccarini in quegli anni (tipo la sigla La notte vola) o le performance di Heather Parisi, sempre in quegli anni, non notate una certa somiglianza con lo SHUFFLE?

Certo, è interessante osservare come un passo come lo SHUFFLE abbia creato un aggregazione tra i ragazzi, un modo di riunirsi e uno stile anche nel vestire.

Inoltre, nel corso degli anni ha trovato una sua precisa identità tanto da creare eventi, gruppi e un forte senso di appartenenza e di difesa di questo stile sicuramente ammirevole.

Trovo ancora più interessante una nuova tendenza che unisce la danza e la “rete”. Il fenomeno del Dance Flash Mob che, dal mio modesto punto di vista, va avvicinato e “utilizzato” per promuovere ed aggregare le persone utilizzando la danza come “collante”.

Un Dance Flash Mob, come lo intendo io, deve poter far ballare tutti ed i passi, riferiti ad un genere od una canzone specifica, ovviamente vengono SEMPLIFICATI affinché si renda possibile la partecipazione di tutti coloro che lo desiderano.

Questo è l’esempio della coreografia per il Dance Flash Mob “Party Rock”, studiata proprio dal nostro Centro ed ottimizzata in modo molto semplice, per una facile comprensione e coinvolgimento delle persone.

Ben altra cosa è un Dance Flash Mob fatto da ballerini professionisti (ma a quel punto parliamo di azione non convenzionale), diventando una pura esibizione dove il “pubblico” non può partecipare ma resta solo spettatore passivo. A questo punto non è più un Flash Mob, ma uno spettacolo e va considerato come tale.

Va compreso (e non è molto difficile arrivarci) che vengono fatte quindi delle scelte semplificando la coreografia di riferimento a favore di una partecipazione di massa, altrimenti si snatura il significato del Flash Mob stesso.

Continuo a sostenere che non esistono passi di “proprietà privata” e che in alcune danze di carattere si nascondono passi di funky o che in alcuni passaggi del balletto classico risiedono le dinamiche della danza moderna.

Ritornando allo SHUFFLE come passo base, lo praticavo già 30 anni fa, non si chiamava così ma “stava” dentro nelle coreografie delle lezioni che andavo a prendere da Brian e Garrison, due famosi ballerini (adesso coreografi  televisivi e anche amici cari) della compagnia di BOB FOSSE che erano appena arrivati in Italia. Ma anche Bob Fosse a sua volta attinse da dinamiche già pre-esistenti, rendendole personali e differenti con il suo stile.

E’ inutile accanirsi su chi vuole solo diffondere la DANZA attraverso un sano modo di aggregazione senza soffermarsi a capire il “taglio” che è stato dato all’evento e le finalità.

E tornando al concetto del “tutto si trasforma, nulla si inventa”, il Dance Flash Mob, oserei affermare che ha delle somiglianze con le feste contadine e le danze di paese, che riunivano tutti durante momenti speciali (la Primavera, la raccolta del grano etc.), con la differenza che la “convocazione” parte fondamentalmente dalla rete.

Questo è uno dei tanti video che si possono trovare sulla rete sullo stile shuffle:

Pae & Sarah, due ragazzi davvero ammirevoli.

Concludendo, ritegno che non facciamo altro che riempire di nostre personali interpretazioni dettate anche dai nostri tempi, contenitori già esistenti e già mezzi pieni, nati con l’Uomo. E questo ci fa solo onore perché lasciamo un segno su una traccia già segnata da altri facendo in modo che nulla si cancelli, ma che si evolva insieme a noi.

Enjoy!
Agnese Riccitelli 

MODERN DANCE E MUSICAL: LE NUOVE PASSIONI DEI GIOVANI A TEATRO

Written by Agnese on febbraio 3rd, 2012. Posted in Appuntamenti e Segnalazioni, Coreografi, Danza, News, Opera e Balletto, Riflessioni di Agnese

Nel mio precedente post vi ho segnalato cosa far vedere ai bambini a Teatro (non occorre andare sempre a teatro, anche un DVD con buoni interpreti va benissimo).

In questo articolo, voglio estendere il campo ad altri generi di danza: la modern dance (nelle sue più svariate sfaccettature) ed il musical.

Non intendo farvi un lungo e noioso elenco, ma solo segnalarvi ciò che ho potuto vedere  io, in Italia e a New York, e darvi lo spunto per seguire appena potete queste compagnie.

(Vi suggerisco di partire dal presupposto che, se possibile, bisogna andare a teatro senza pregiudizi, perché anche nello spettacolo che più ci ha deluso si nasconde un idea, un emozione, una ricerca da parte del regista-coreografo che non va sottovalutata)

Da non perdere la compagnia di David Parsons (attualmente a Milano al Teatro Nuovo fino al 5 febbraio) che spesso è in tour in Italia e porta avanti il cambiamento verso l’approccio alla danza moderna, rendendola più accessibile al grande pubblico.

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Di grandissima rilevanza e spessore anche gli storici Momix capeggiati dall’americano Mosese Pendleton che prima d’essere ballerini-illusionisti, sono una vera e propria compagnia teatrale. I Momix sono noti in tutto il mondo per la loro capacità di evocare immagini surreali utilizzando il corpo, i costumi, gli attrezzi, le luci ed i giochi d’ombra.

Momix a Bologna nel 2009 in prima mondiale con "Bothanica"


Di recente sono andata a vedere i Tap Dogs il gruppo di Dein Perry che porta in scena una danza molto particolare: il tip tap moderno. Dein Parry, da adolescente, lavorava in una fabbrica del Newcastle (in Australia) e proprio da lì nacque l’idea e la voglia di interpretare in un ambiente industriale, il tip tap. Una scenografia, dunque, fatta di macchinari e lamiere, dove l’espressione del corpo si fa guidare dai rumori e dalle diverse superfici. In tutto il mondo i Tap Dogs sono noti per questa danza che mette in simbiosi ritmo e movimento con la forza e la prestanza degli operai delle fabbriche dell’Australia del Nord.

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Naturalmente non voglio tralasciare compagnie emergenti italiane ma altamente professionali che, per fortuna, anche se con gran fatica, stanno proponendo i loro lavori nei nostri teatri.


Finalmente ha preso piede in Italia il musical.

Dal primo fortunato esperimento de La Bella e la Bestia  (con l’allestimento di attori-danzatori e cantanti italiani ma versione di Broadway) passando per Sister Act e Priscilla attualmente in scena al Teatro Ciak di Milano, vi parlo di un genere di spettacolo che accontenta un po’ tutti, educandoci alla figura del “performer” completo che deve saper danzare cantare e recitare.

La Bella e la Bestia | Sister Act | Priscilla

Qualora aveste in programma un soggiorno a Londra o a New York, non rinunciate a comprare per tempo sui siti specializzati, i biglietti per The Lion King che, secondo il mio modesto parere, rimane ancora il musical numero uno al mondo per la sua completezza e la poeticità della trama .

The Lion King - Musical


Lo scorso anno con molta curiosità sono andata a vedere a NewYork  “Spider-Man: Turn off the dark” con musiche di Bono e The Edge:

http://www.youtube.com/watch?v=75Buk7WGq9g

Qui potete trovare brevemente la vicenda di questo chiacchieratissimo musical.

Spider Man Turn of the Dark | Locandina 2010

I miei voti (dall’1 al 10) sono:

  • per la trama: 6
  • per le musiche: 7
  • per le coreografie, di Daniel Elzarow: non classificabile (poco significative, ma sicuramente dovevano fare da cornice al recitato ed agli effetti di volo)
  • effetti speciali: 10 e lode (per le macchine sceniche e gli effetti davvero spettacolari)

ma, d’altra parte, con 70 milioni di dollari, e concedetemi questa umile battuta, anche noi avremmo potuto mettere in piedi qualcosa di sensazionale!


Un’ultima evidenza.

Dal 26 al 27 dicembre scorsi, al Teatro degli Arcimboldi a Milano, sono tornati  Les Ballets Trockadero de Monte Carlo una compagnia storica di soli uomini che indossando punte e tutù facendo il verso, molto elegantementem alle ballerine del periodo romantico. Esilaranti, simpatici e davvero bravi, se ve li siete persi, vi suggerisco di cercarli su You tube per farvi un’idea del loro stile; torneranno in Italia nel prossimo mese di marzo (la location più vicina sarà a Bergamo al Teatro Creberg) e qui trovate tutto il calendario delle loro performances.

Les Ballets Trockadero De Monte Carlo


Queste restano delle mie segnalazioni a caldo; ci sarebbero tanti altri spettacoli di danza, o contaminati con la danza, da vedere di cui magari parlerò in futuro.

Vorrei dare un consiglio, soprattutto agli allievi più grandi: un cinema in meno ma uno spettacolo a teatro in più specialmente per chi della danza vuole farne una professione, diventa educativo crearsi un propri bagaglio da “spettatore”.

Da non sottovalutare, inoltre, il potenziale della rete; infatti le nuove generazioni hanno la fortuna di poter rivedere spezzoni, di confrontare performance di danzatori diversi che si esibiscono nello stesso balletto anche attraverso l’utilizzo dei social network: una vera fortuna ed un vero tesoro rispetto a chi, come me, andava, tanti anni fa, alla disperata ricerca di qualche videocassetta di balletti  classici e, trovandola,  mi sentivo la persona più felice del mondo…

Enjoy!
Agnese Riccitelli 

CONSIGLI PER LA RIPRESA DOPO LA PAUSA NATALIZIA

Written by Agnese on gennaio 10th, 2012. Posted in Alimentazione sportiva, News, Riflessioni di Agnese

Cosa succede quando “stiamo fermi” per 10, 15 giorni?

E se  alla sospensione del nostro allenamento si aggiunge un regime alimentare un po’ fuori dalla norma, visto che non abbiamo potuto esimerci dal festeggiare il Natale con cene, pranzi, dolci a volontà e felici momenti conviviali?

Niente di grave, ve lo assicuro! Mi permetto di darvi qualche semplice consiglio dettato dall’esperienza e dal buon senso.

Chi pratica un attività fisica-sportiva impegnativa (abbiamo già sottolineato che la danza, pur non essendo uno sport, richiede un allenamento pari ad uno sportivo) e per una serie di motivi sospende l’attività per un breve periodo … una settimana, 15 giorni, avrà più difficoltà nella ripresa di uno “sportivo dilettante”.

LA DANZA CLASSICA: MADRE DI TUTTE LE DANZE?

Written by Agnese on dicembre 1st, 2011. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Mi sono formata con la danza classica, è la disciplina che ho iniziato a studiare per prima e che ancora studio quotidianamente con il Maestro Ludmill Cakalli.

Nei mie anni di formazione ho studiato danza di carattere (favolosa!!) danza spagnola, un po’ di tip tap (e vorrei avere il tempo per riprenderlo), il jazz televisivo degli anni 80, il funky, l’hip hop e la modern dance.

Continuo a pensare che ho potuto agevolmente avvicinarmi a tutte le altre  discipline grazie all’impostazione e al “piazzamento” che mi ha dato lo studio della danza classica-accademica.

five positions ballet - cinque posizioni danza

Come tenere la schiena, come trovare e spostare il proprio baricentro  a seconda della dinamica del movimento, dove trovare la spinta giusta per saltare e come atterrare nel modo giusto, come impostare una pirouette, come rinforzare la muscolatura più profonda ed attivare quei muscoli che spesso si fa fatica a “sentire” ( come gli adduttori o i rotatori) per una buona tenuta di una posizione o la tenuta delle gambe e della schiena in un adagio.

seconda posizione en dehorsLa danza classica lavora tutta in “en dehors” .

Vi riporto  l’interpretazione di Wikipedia, spiega esattamente e chiaramente il concetto di en dehors.

La danza classica

“La danza classica è una danza d’école (scuola) basata sul principio fondamentale dell’en dehors (in fuori). Utilizzando l’en dehors le gambe devono mostrare al pubblico la loro parte interna e per fare questo la coscia deve ruotare all’esterno di 90° rispetto all’asse del corpo. Si raggiunge più facilmente l’en dehors, che equivale alla rotazione del femore verso l’esterno, stringendo i muscoli che formano la cintura addominale e i glutei e mantenendo la colonna vertebrale eretta.

La testa deve essere in linea sulla stessa verticale dei piedi, in posizione naturale. L’en dehors non è una semplice convenzione, ma è necessario per dare agli arti inferiori del danzatore libertà di movimento in ogni direzione, permettendo alla testa del femore di ruotare liberamente e completamente nel suo acetabolo. La posizione si ottiene dopo anni di studio ed è legata alla conformazione fisica di ogni danzatore. Un buon en dehors si ottiene eseguendo particolari esercizi studiati apposta per ruotare la coscia senza stirare i tendini o strappare i muscoli.

Inoltre è fondamentale la postura del busto, che deve essere sempre eretto e allungato verso l’alto. Le spalle devono essere tenute abbassate e aperte, il collo sostenuto in allungamento; per le scapole esistono almeno due filoni di pensiero: uno le vuole appiattite nella schiena e l’altro le utilizza come delle molle a seconda della dinamica che si vuole imprimere all’evoluzione tecnica. È importante posizionare la linea delle spalle sempre in linea con in fianchi, con i muscoli addominali e glutei contratti; questa posizione, che può sembrare innaturale, è però necessaria a mantenere l’equilibrio del ballerino durante le evoluzioni.”

A questo punto arriva la mia personale considerazione:  se un bambino si avvicina prima alla danza classica e passerà poi in seguito ad altri generi di danza, avrà la “fortuna” di possedere già una buona impostazione, un ottimo controllo del proprio corpo nei salti, nei giri e nelle tenute.

Desmond RichardsonDovrà solo entrare in uno stile diverso, trovare dinamiche diverse di movimento, impostare le pirouette usando il parallelo, ad esempio . Sarà interessante nel suo percorso di danzatore trovare altri modi di “muoversi nello spazio”, ma sarà avvantaggiato perché conoscerà già il proprio corpo e saprà dove trovare gli equilibri ed il punto di forza.

Rimango una grande sostenitrice, e come me molti insegnanti e danzatori, della danza classica come base per poi accedere a tutti gli altri generi di danza. La conferma  ce l’ho ogni volta che sono a New York a studiare,quando vedo gli stessi danzatori passare con disinvoltura dalla sbarra di classico alla lezione di theatre dance,a quella di tip tap o di modern.

Mikhail Baryshnikov & Ana Laguna. "Three Solos and a Duet"Un esempio famoso è quello di Michail Baryšnikov (famoso danzatore russo che, nel 1974, chiese asilo politico in America diventando Primo Ballerino e, di seguito, direttore artistico all’American Ballet Theatre di New York) che ha cercato attraverso le collaborazioni con coreografi e danzatori della nuova generazione della modern dance come Twyla Tharp, Mark Morris, Mats EkAna Laguna e altri ancora, un nuovo modo per esprimersi sul palcoscenico. Tutto ciò che è stata la sua preparazione classica gli ha permesso di spaziare in altri mondi con una consapevolezza e controllo del proprio corpo “speciale”.

Chiacchierando con il mio Maestro di Modern di Steps a NewYork, Max Stone, di cui vi ho già parlato, ne ho avuto ulteriore conferma: “Quando lavoro con danzatori che hanno solide basi classiche – mi racconta Max – è fantastico! All’inizio magari hanno un po’ di difficoltà a lasciar “andare le spalle”, a trovare una nuova dinamica di movimento, ma quando poi entrano “nello stile”, con loro si possono raggiungere risultati sorprendenti grazie alla loro preparazione ed alla tecnica “classica” che li rende forti, flessibili, con gambe alte e tenute e  con spinte nei salti… sbalorditive”

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