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35 anni di Danzaricerca e l’incredibile successo del Galà di fine anno

Written by Cristina on luglio 19th, 2018. Posted in Riflessioni di Agnese, Saggio di Fine Anno e Galà

A distanza di poco più di un mese dalla chiusura ufficiale dell’anno didattico, con il saggio di fine anno ed il Galà “Alice alla ricerca della chiave perduta”, Agnese Riccitelli il direttore didattico del Centro Danzaricerca, si sofferma a fare delle riflessioni su questo trentacinquesimo anno così interessante che ha visto il suo epilogo con uno show scoppiettante e di altissimo livello.

Fare un resoconto di un Anno Accademico così speciale che ha avuto il suo culmine nel 35simo Galà appena terminato non è cosa semplice. Si rischia sempre di dimenticare qualcosa. Ma forse partendo dall’inizio, è più facile ripercorrere e raccontare l’emozionante avventura che ci ha coinvolto e “toccati”.

Abbiamo iniziato a settembre con i corsi, carichi di adrenalina per l’entusiasmante esperienza ad Italia’s Got Talent appena conclusa. E, sulla scia di quel momento così speciale, ho deciso di aprire i corsi a tutti i maschietti in forma gratuita. Una borsa di studio al 100%. (… e per il 36esimo Anno la Borsa di studio sarà al 50% proprio per dare continuità al progetto). Ne sono arrivati tanti, qualcuno lo abbiamo perso per strada perché purtroppo ancora oggi nel 2018 i compagni di scuola creano terra bruciata intorno ad un vivaio di maschietti futuri danzatori. Ne sono rimasti 4: tre nella propedeutica e uno nel modern piccoli. Per me è stata una bella sfida e…(non ditelo a loro) ho imparato tanto perché la relazione con i “maschi” soprattutto piccoli in una classe di danza è diversa e se non ti metti sulla loro lunghezza d’onda, sei spacciato. Se lo fai, vinci la fortuna di entrare nel loro mondo con tutte le “tue cose” ed essere accettato. Vederli sul palco il 17 giugno è stato davvero entusiasmante!

Sotto le Vacanze di Natale è arrivata come sempre inesorabile la mia “spada di Damocle”: cosa facciamo per il 35simo Galà?

Sono andata a studiarmi tutte le fiabe/musical/storie conosciute e non conosciute pensando di fare un adattamento di una di esse. Nulla, vagavo nella nebbia. Poi un sabato di febbraio (il 10!) … dopo aver visto per l’ennesima volta Alice nel paese delle Meraviglie e dopo aver reputato che così come era stata scritta (con tutto il rispetto per Lewis Carroll) non mi entusiasmava più di tanto, ho pensato che… così come la Carroll aveva fatto fare un viaggio “demenziale” ad Alice, nascondendo qua e là degli insegnamenti importanti, potevo anche io far tornare Alice nel Paese delle Meraviglie e farla girovagare tra personaggi della fiaba originale e non, farla sballottare di qua e di la fino ad un finale che ancora non avevo trovato. In due orette ho buttato giù due paginette di word, come se non fossi io a scrivere ma forse per la prima volta la mia “fantasia” più vera, quella sganciata da schemi e paletti (finalmente!) aveva deciso di uscire dal mio corpo e creare quel giusto scompiglio nella mia testa. Il finale, tratto da una breve ma profonda favoletta dei Fratelli Grimm, l’ho trovato mentre stavo per chiudere quelle due paginette.

Avevo già imparato qualche cosa e me l’aveva insegnata Alice, che prendeva vita tra i tasti del mio pc: “l’immaginazione è l’unica arma nella guerra contro la realtà”.
Le due paginette quel pomeriggio del 10 febbraio non mi bastarono, mi spinsi un po’ più in là disegnando tutti i bozzetti dei costumi. Pensando che la mia storia doveva avere dei colori “fili- conduttori” e decisi per il viola e il rosso. Inoltre, in ogni costume ci sarebbe stato il bianco e nero a ricordarmi/ci che le cose possono avere due facce e due colori, e questo binomio avrebbe avuto poi il suo momento clou quando la Regina di Cuori avrebbe giocato a scacchi con Alice. E gli scacchi, già li vedevo nascosti nella coreografia dell’ora del te’ dove avrei giocato con tanti tavoli, bianchi e neri.

Il terzo passaggio è stato abbinare i personaggi principali, ma li avevo già: uno splendido sTen (Stefano Forzoni) amico/fratello … non poteva che essere lui il Cappellaio Matto. E su Giulia Labianca che già mi assiste nei corsi di classico con i piccoli, ci ho scommesso subito: lei è Alice anche nella vita di tutti i giorni.
A quel punto la mia fantasia non ha avuto limite nel creare personaggi nuovi come i Rondifalco che sono degli uccellini sopravvissuti alla maledizione della regina. Si, una maledizione che mi sono inventata io, tutto il regno ora era di ghiaccio e il balletto della neve ha creato in apertura della storia una magica atmosfera.

 

Che storia è la mia?

È la storia di Cappellaio che cerca Alice per riportarla nel Paese delle Meraviglie perché Alice ha perso una chiave. Inaspettatamente la chiave non “risolve la storia” ma mi ha dato modo di fornire una morale e un finale profondo. Così come ho potuto dire attraverso le parole del Cappellaio, che non sempre “la risoluzione dei problemi sta dove tu ti aspetti”. Anche per Alice questo viaggio è stato una bella lezione di vita. E… nascosta tra le parole di un dialogo tra Cappellaio ed Alice, una citazione dal Piccolo Principe mi ha permesso di raccontare di nuovo quanto sia importante il tempo che dedichiamo a chi amiamo.

Dalla scrittura ai bozzetti il passaggio è stato sinonimo di felice e delirante coinvolgimento di tutte le persone speciali e preziose che ruotano intorno al Centro Danzaricerca.

Fondamentale… perché poi “abbiamo pedalato in tandem” il contributo di sTen, con i suoi video, le migliorie ed i suggerimenti alle mie idee di partenza, le pacche sulle spalle nei miei momenti di sconforto e tante altre cose.

Un’idea così forte e pretenziosa sarebbe rimasta solo un’idea se non fosse stata condivisa e non avesse ricevuto il prezioso contributo di tante persone.

Francesca Buzzotta ed Elisabetta Brambilla si sono occupate della costumeria insieme a altre mamme di passaggio al CDR, Federica Gawronski ha realizzato un meraviglioso costume di Alice e Roberta De Paoli si è occupata di quello di Cappellaio. Guerrino Stellini ha realizzato la lapide del Bianconiglio (si, perché nella mia storia purtroppo Bianconiglio è venuto a mancare andando a lavorare per un prestigiatore alle prime armi). Benedetta Elli ci ha assistito per i trucchi e le grafiche. Luca Cattaneo e Andrea Cinerari hanno supportato sTen per i video e la parte fotografica e Marileda Maggi è stata una splendida e generosa narratrice. .

Una squadra di persone speciali che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze (gratuitamente) perché hanno amato fin da principio questa storia così demenziale quanto intensa e profonda. I Sala ed i Brambilla, due famiglie speciali, ci hanno aiutato in tante situazioni. Tutti col sorriso sulle labbra. Ci siamo divertiti. Sempre, sia quando eravamo stanchi che quando non lo eravamo.

Ma l’ingrediente che ha fatto la magia sono stati loro: i mie allievi. Tutti, dal più piccolo al più grande. Ci hanno creduto e ci hanno messo del loro.

Quando ho visto la prova generale sabato 16 giugno ho pianto per la commozione. E ho pensato che non serve sempre avere i mezzi di Broadway e dei danzatori professionisti per fare un capolavoro. Anch’io avevo davanti il mio piccolo capolavoro, che era diventato strada facendo proprietà di tutti, di tutti quelli che in un modo o nell’altro ci avevano messo la testa, le mani, i piedi, ma soprattutto il cuore.

Vivere un’esperienza del genere ci rende delle persone migliori perché ci arricchisce di un bagaglio così particolare fatto di fatica, lavoro, sacrificio, ma anche fantasia, emozione, anima e cuore, che poi non siamo più quelli di prima.

Ci siamo sentiti un po’ tristi tutti quando abbiamo dovuto salutare Alice la sera del Galà, dopo la classica foto ricordo fatta sul palcoscenico del Teatro San Luigi di Concorezzo. Ma la mattina dopo ci siamo svegliati tutti sorridendo, anzi ridendo… ripensando a quel viaggio speciale che avevamo fatto tutti insieme, durato 4 mesi, e che si è consumato in quei 50 minuti sul palco. In tutti noi, in una tasca nascosta del nostro cuore ora vivono Alice, il Cappellaio, la Regina di Cuori, Brucaliffo, i Rondifalco, i Fiori e le Farfalle e se la ridono, bevendo te’ e facendo grandi feste tutti insieme. Perché “per sopravvivere bisogna essere matti come un Cappellaio, e per fortuna” noi ora lo siamo. Con gratitudine immensa verso tutte le persone che hanno partecipato a questa fantastica avventura.

La Ticer

PS numero uno: Nel cappello del Cappellaio ho trovato un dono immenso.

Con il mio amico Pierpaolo Ciacciulli, splendido danzatore, avevamo pensato di esibirci (nel primo tempo del Galà) con un passo a due “già pronto” e montato dal Maestro Thomas Signorelli. Pierpaolo, a tre giorni dallo spettacolo, mi ha convinto a rimettere tutù punte e coroncina per esibirci in un pezzettino di Paquita, il passo a due classico che più ho adorato in tutta la mia vita. Non lo ringrazierò mai abbastanza per questo. Ed il valore aggiunto è stato quello di raccontare attraverso la nostra esibizione quanto la danza classica sia davvero la base e la madre di tutte le altre danze e quanta bellezza racchiuda nel suo stile unico ed eterno.

Agnese Riccitelli e Pierpaolo Ciacciulli in Paquita

Agnese Riccitelli e Pierpaolo Ciacciulli in Paquita

PS numero due: La storia di Alice ha occupato il secondo tempo del Galà,

ma tutto il primo tempo ha visto i miei allievi esibirsi sia in mie coreografie che in brani coreografati dai Maestri Giammarco Capogna, Mattia Ferrua e Thomas Signorelli. Mai come quest’anno le proposte coreografiche, soprattutto dei pezzi di modern e contemporaneo, sono state particolari, differenti, denotando tutte una ricerca e uno spessore particolare. Anch’io mi sono messa in gioco cercando di proporre con le mie allieve di modern qualcosa di diverso.

È stata una “gara” tra di noi nel cercare di lavorare percorrendo territori sconosciuti, cercando il “nuovo e diverso”. Insomma… il primo tempo non è stato da meno rispetto al secondo in termini di emozioni e qualità delle proposte. E sentir commentare da molti tra il pubblico che i miei allievi di classico erano molto cresciuti in tecnica e migliorati è stato di sprone per fare di più e meglio.

Il 24 settembre non è molto lontano ed io ho già nostalgia della sala prove!


Vuoi vedere le foto del 35simo Galà del Centro Danzaricerca?

Clicca qui per gli scatti di Michela Moreschini

Clicca qui per gli scatti di Marco De Luca


Il balletto non è una cosa da signorine: un anno di studi gratis per il tuo bambino maschio!

Written by Cristina on luglio 5th, 2017. Posted in News

Se tuo figlio ama la danza lascia che si esprima: al Centro Danzaricerca cerchiamo ballerini maschi talentuosi in erba, da crescere e far diventare veri artisti

In Gran Bretagna è partito un progetto per scoprire i nuovi talenti “maschi” della danza. E noi del Centro Danzaricerca, non potevamo esimerci da seguire le orme di questo esperimento.

Sul finire del nostro #annopazzesco ci siamo chiesti cosa potevamo fare per creare nuovi vivai affinchè ancora più giovani si avvicinassero alla danza. E… il numero esiguo dei maschi che si dedicano a questa disciplina ci ha fatto scegliere il “modo giusto” per essere i primi e forse gli unici al mondo a lanciare un’iniziativa del genere.

Un anno di studi completamente gratis al Centro Danzaricerca per tutti i maschietti.

Dall’età di 4 anni in su, sono i benvenuti.

danzaricerca offre corso gratis bambini maschi balletto

Li aspettiamo e, dopo un breve colloquio con loro ed i loro genitori, creeremo un percorso di studio personalizzato all’interno dei corsi del Centro Danzaricerca.

Potranno spaziare dal classico al modern e al contemporaneo, fino all’hiphop, inserendo anche le lezioni di pilates.

Noi non vediamo l’ora di essere un vivaio ricco di nuove fioriture. E tutte declinate al maschile.

Contattateci al 331.5412110 siamo reperibili tutta l’estate, 24 ore su 24.

La segreteria invece aprirà dal 4 settembre dal lunedì al giovedì dalle 17.00 alle 19.00.
I corsi iniziano a partire dal 25 settembre.

Aspettiamo il nuovo #billyelliot e lo vogliamo coccolare e preparare noi, qui al @CDR

I bambini ed il balletto: come far conoscere loro questo mondo

Written by Agnese on febbraio 2nd, 2012. Posted in Danza, News, Opera e Balletto

Spesso i genitori desiderano far avvicinare i propri figli al mondo del balletto ma trovano difficoltà sulla scelta dei temi e delle offerte teatrali.

Sempre più frequentemente, dunque, mi sento coinvolta in queste tematiche e vengo interpellata per indirizzare, sulla base della mia conoscenza e degli innumerevoli anni di insegnamento, i propri figli verso questo mondo.

Affinché i miei suggerimenti possano essere utili a molti, ho pensato a suddividerli in base all’età degli allievi. Oggi vi parlo della “prima fascia d’età”: quella fra i 5 e gli 8 anni

Petr Ilic Ciaikovskij: fu musicista ed insegno al Conservatorio di Mosca. Compose splendide sinfonie, opere liriche e balletti. Fra le molteplici composizioni spiccano, per la poesia e la semplicità della storia, comprensibile ai più piccoli in forma fiabesca.Petr Ilic Ciaikovskij

La scelta dei seguenti balletti è data proprio dalla trama basata sulla fiaba, pertanto già conosciuta dai bimbi con musiche gradevoli, anche per un orecchio non allenato alla musica classica, e semplice da seguire.

  • Lo Schiaccianoci. Fu composto da Ciaikovskij fra il 1981 ed il 1982 e la sua storia deriva dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1816). Particolarmente adatto per i più piccoli.
  • Il Lago dei Cigni. Fu composto da Ciaikovskij fra il 1875 ed il 1876. La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Bolshoi di Mosca il 20 febbraio 1877, con la coreografia  di Julius Wenzel Reisinger.
  • La Bella Addormentata. Per cronologia di composizione è il secondo dei tre balletti di Ciaikovskij, che compose in seguito alla richiesta dell’allora direttore dei teatri imperiali Ivan Vsevolozhsky che gli scrisse chiedendogli di musicare la fiaba di Charles Perrault, che desiderava allestire e mettere in scena. Fu così che nel 1890 si tennero le prime “prove generali” al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo e, solo 6 anni dopo, giunsero in Italia direttamente al Teatro alla Scala di Milano.

Considerazione personale: il valore aggiunto di questi balletti

M. PetipaSono tre balletti storici che consiglio di vedere prima nella versione originale di repertorio, con le coreografie di Marius Petipa, perché sono un vero manuale dimostrativo di tutti i passi di danza codificati da Agrippina Vaganova nel suo “Il metodo Vaganova” – Leningrado 1934 (a volte troverete il riadattamento da parte di coreografi o danzatori famosi come Rudolf Nureyev).

In particolare “La Bella Addormentata”  è considerato il balletto-contenitore di tutti i passi del metodo Vaganova, metodo applicato in tutte le scuole di danza del mondo, compresa la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala  (esistono anche il metodo inglese “Royal”, che ha delle piccole differenze rispetto al metodo Vaganova, ed il metodo Cecchetti).

Vaganova ebbe, però, la fortuna di vedere Petipa e Cecchetti al lavoro ed il suo codice include tutte le influenze, le sfumature che i maestri e coreografi dell’epoca ebbero su si lei e sulla danza di quei tempi).Agrippina Vaganova

Altri balletti classici piacevoli da vedere per i neofiti sono :

DON QUIXOTE di Minkus, anche questo con le coreografie di Petipa  e rappresentato per la prima volta il 14 dicembre 1869 dal Bolscioi.Nureyev creò nel 1973 una sua versione coreografica mantenendo la struttura stilistica di Petipa

carlotta grisi in PAQUITAPAQUITA  anch’ esso di Minkus andato in scena la prima volta nel 1846 a Parigi con Carlotta Grisi prima ballerina ( che citerò qui di seguito per altri importanti motivi)

Non sono da dimenticare EXCELSIOR,RAYMONDA,COPPELIA,LA BAYADERE e tutta una serie di produzioni storiche che a volte coraggiosamente importanti compagnie di danza rimettono in allestimento per la gioia di chi ama non solo la danza classica,ma apprezza rispolverare un po’ di storia della danza dal vivo!

Un discorso a parte meritano due pietre miliari della storia del balletto classico:

  • La Sylfide (chiamato anche ballet blanche) andato in scena per la prima volta nel marzo del 1832 all’ Opera di Parigi con le coreografie di Filippo Taglioni le musiche di di Jean Schneitzhöffer  interpretato da  Maria Taglioni ( figlia del coreografo )Maria Taglioni

Una vera rivoluzione per il balletto romantico:per la prima volta vengono usate le scarpette da punta e il tutù romantico creato appositamente per Maria Taglioni Da Eugène Lami.

 Fu proprio “La Sylphide” a creare i presupposti per la nascita di:

  •  Giselle, interpretato per la prima volta all’Opera di Parigi nel 1841 da Carlotta Grisi

Qui avviene un altro grande cambiamento importante:è il primo balletto in cui le musiche (di Adolf Adam )sono state costruite ed intessute seguendo le richieste e le esigenze del coreografo.

carlotta grisi in GISELLELa prima interprete di Giselle fu Carlotta Grisi, a 10 anni già nel Corpo di ballo del Teatro alla Scala. Non posso non segnalarvi un “pezzo di storia della sua vita” ( quasi un gossip dell’epoca…)

Fu una delle ballerine più dotate dell’Ottocento, fornita di una saldissima tecnica della punta. Durante una tournée con la compagnia del Teatro alla Scala, la sua carriera prese una svolta decisiva: a Napoli, nel 1833, incontrò Jules Perrot famosissimo ballerino e coreografo del tempo. Perrot notò la giovanissima ballerina, ne intuì le doti e divenne il suo maestro e il suo amante. Nel 1841 le proposero il tanto agognato contratto con l’Opéra di Parigi ma lei costrinse il teatro ad accettare la clausola che doveva essere assunto anche il suo amato Perrot. Fu così che nacque il capolavoro del balletto romantico: Giselle.Per questo balletto, infatti, la coreografia era stata assegnata all’allora maître de ballet dell’Opéra, Jean Coralli, ma le parti dedicate alla protagonista furono coreografate dal suo compagno Perrot. Théophile Gautier, autore del libretto del balletto, si innamorò di lei ma alla fine si decise a sposare la sorella.[http://it.wikipedia.org/wiki/Carlotta_Grisi]

Vi consiglio di avvicinarvi a questi balletti con la giusta predisposizione: non state guardando qualcosa di antico e noioso  ma state osservando dal vivo un “pezzo” di storia della danza” e se lo condividete con i vostri bambini diventa anche per voi genitori l’occasione di comprendere meglio la passione dei vostri figli ed  il lavoro che si nasconde dietro l’impostazione di un passo e la sua esecuzione “in musica”

Vederli prima in DVD o vederne degli spezzoni su You Tube e poi vederli dal vivo vi aiuterà ad arrivare preparati e a gustarvi meglio alcuni passaggi coreografici.

Ad esempio nel Lago dei Cigni tutti aspettando di vedere il perfetto sincronismo dei “Quattro Cignetti”i 4 cignetti

 (che danzano insieme con le mani incrociate ed attaccate su un tempo musicale velocissimo ) o i 32 fouetté del Cigno nero nel terzo atto per vedere “ se li fa tutti e 32” e “ se li fa sul posto”.

Un ultima mia considerazione : quanto diventa di qualità e prezioso il tempo che trascorrerete con i vostri cuccioli condividendo la loro “passione per la danza ” e insegnando loro ad amarla ancora di più se offrite loro i mezzi per osservarla sul palcoscenico !

I ragazzi, all’Accademia de La Scala di Milano, diventano un numero importante

Written by danzaricerca on ottobre 17th, 2011. Posted in News

Il Corriere della Sera, ieri sera, è uscito con un articolo molto interessante che fa capire le nuove tendenze in campo artistico. Non più un’esclusiva femminile, dunque, il balletto ma una fortissima parità fra i nuovi iscritti all’Accademia della Scala, su 192 infatti 90 sono ballerini.

Un trend in salita su svariate piazze: da Roma a Milano

Debutto di Roberto Bolle a Baden Baden, con l’Orpheus

Written by danzaricerca on ottobre 14th, 2011. Posted in Appuntamenti e Segnalazioni, News, Opera e Balletto

Lo splendido ballerino Roberto Bolle debutta, con la prima delle quattro date previste, nel soggetto di Orpheus creato per l’etoile scaligero dal famoso coreografo John Neumeier di nazionalità germanica.

E’ a  Baden Baden, il palcoscenico tedesco che questa sera offrirà una prima attesissima, che Roberto

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