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LA DANZA CLASSICA: MADRE DI TUTTE LE DANZE?

Written by Agnese on dicembre 1st, 2011. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Mi sono formata con la danza classica, è la disciplina che ho iniziato a studiare per prima e che ancora studio quotidianamente con il Maestro Ludmill Cakalli.

Nei mie anni di formazione ho studiato danza di carattere (favolosa!!) danza spagnola, un po’ di tip tap (e vorrei avere il tempo per riprenderlo), il jazz televisivo degli anni 80, il funky, l’hip hop e la modern dance.

Continuo a pensare che ho potuto agevolmente avvicinarmi a tutte le altre  discipline grazie all’impostazione e al “piazzamento” che mi ha dato lo studio della danza classica-accademica.

five positions ballet - cinque posizioni danza

Come tenere la schiena, come trovare e spostare il proprio baricentro  a seconda della dinamica del movimento, dove trovare la spinta giusta per saltare e come atterrare nel modo giusto, come impostare una pirouette, come rinforzare la muscolatura più profonda ed attivare quei muscoli che spesso si fa fatica a “sentire” ( come gli adduttori o i rotatori) per una buona tenuta di una posizione o la tenuta delle gambe e della schiena in un adagio.

seconda posizione en dehorsLa danza classica lavora tutta in “en dehors” .

Vi riporto  l’interpretazione di Wikipedia, spiega esattamente e chiaramente il concetto di en dehors.

La danza classica

“La danza classica è una danza d’école (scuola) basata sul principio fondamentale dell’en dehors (in fuori). Utilizzando l’en dehors le gambe devono mostrare al pubblico la loro parte interna e per fare questo la coscia deve ruotare all’esterno di 90° rispetto all’asse del corpo. Si raggiunge più facilmente l’en dehors, che equivale alla rotazione del femore verso l’esterno, stringendo i muscoli che formano la cintura addominale e i glutei e mantenendo la colonna vertebrale eretta.

La testa deve essere in linea sulla stessa verticale dei piedi, in posizione naturale. L’en dehors non è una semplice convenzione, ma è necessario per dare agli arti inferiori del danzatore libertà di movimento in ogni direzione, permettendo alla testa del femore di ruotare liberamente e completamente nel suo acetabolo. La posizione si ottiene dopo anni di studio ed è legata alla conformazione fisica di ogni danzatore. Un buon en dehors si ottiene eseguendo particolari esercizi studiati apposta per ruotare la coscia senza stirare i tendini o strappare i muscoli.

Inoltre è fondamentale la postura del busto, che deve essere sempre eretto e allungato verso l’alto. Le spalle devono essere tenute abbassate e aperte, il collo sostenuto in allungamento; per le scapole esistono almeno due filoni di pensiero: uno le vuole appiattite nella schiena e l’altro le utilizza come delle molle a seconda della dinamica che si vuole imprimere all’evoluzione tecnica. È importante posizionare la linea delle spalle sempre in linea con in fianchi, con i muscoli addominali e glutei contratti; questa posizione, che può sembrare innaturale, è però necessaria a mantenere l’equilibrio del ballerino durante le evoluzioni.”

A questo punto arriva la mia personale considerazione:  se un bambino si avvicina prima alla danza classica e passerà poi in seguito ad altri generi di danza, avrà la “fortuna” di possedere già una buona impostazione, un ottimo controllo del proprio corpo nei salti, nei giri e nelle tenute.

Desmond RichardsonDovrà solo entrare in uno stile diverso, trovare dinamiche diverse di movimento, impostare le pirouette usando il parallelo, ad esempio . Sarà interessante nel suo percorso di danzatore trovare altri modi di “muoversi nello spazio”, ma sarà avvantaggiato perché conoscerà già il proprio corpo e saprà dove trovare gli equilibri ed il punto di forza.

Rimango una grande sostenitrice, e come me molti insegnanti e danzatori, della danza classica come base per poi accedere a tutti gli altri generi di danza. La conferma  ce l’ho ogni volta che sono a New York a studiare,quando vedo gli stessi danzatori passare con disinvoltura dalla sbarra di classico alla lezione di theatre dance,a quella di tip tap o di modern.

Mikhail Baryshnikov & Ana Laguna. "Three Solos and a Duet"Un esempio famoso è quello di Michail Baryšnikov (famoso danzatore russo che, nel 1974, chiese asilo politico in America diventando Primo Ballerino e, di seguito, direttore artistico all’American Ballet Theatre di New York) che ha cercato attraverso le collaborazioni con coreografi e danzatori della nuova generazione della modern dance come Twyla Tharp, Mark Morris, Mats EkAna Laguna e altri ancora, un nuovo modo per esprimersi sul palcoscenico. Tutto ciò che è stata la sua preparazione classica gli ha permesso di spaziare in altri mondi con una consapevolezza e controllo del proprio corpo “speciale”.

Chiacchierando con il mio Maestro di Modern di Steps a NewYork, Max Stone, di cui vi ho già parlato, ne ho avuto ulteriore conferma: “Quando lavoro con danzatori che hanno solide basi classiche – mi racconta Max – è fantastico! All’inizio magari hanno un po’ di difficoltà a lasciar “andare le spalle”, a trovare una nuova dinamica di movimento, ma quando poi entrano “nello stile”, con loro si possono raggiungere risultati sorprendenti grazie alla loro preparazione ed alla tecnica “classica” che li rende forti, flessibili, con gambe alte e tenute e  con spinte nei salti… sbalorditive”

MA COSA SI INTENDE PER DANZA MODERNA ?

Written by Agnese on novembre 5th, 2011. Posted in News, Riflessioni di Agnese

Passaggi di pensieri per rispondersi in modo appropriato alla domanda “cosa si intende per Danza Moderna?”.

Ah, questa è una bella domanda. Se dobbiamo guardare alla storia della danza, dobbiamo andare indietro, a cavallo tra fine 800 e inizio 900, ricordare Isadora Duncan e partire poi da Martha Graham (1894 -1991) considerata (dice Wikipedia) la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, nonché la “madre” della danza moderna. Sostenitrice del “movimento” come massima forma di espressione, con le forme angolari che riusciva ad assumere col suo minuto ma vibrante corpo sapeva comunicare le più profonde emozioni dell’animo umano.”

Martha Graham and Bertram Ross

Da Martha Graham in poi è stato un fiorire di tecniche. Ricordo solo alcuni tra i grandi Maestro del Modern: Josè Limon, Merce Cunningham, Alwin Nikolais, Glen Tetley, Paul Taylor.

In mezzo a questi “grandi” ci sono stati, e continuano ad esserci,  una miriade di Maestri e Coreografi che hanno saputo metabolizzare la mescolanza di tecniche, stili e dinamiche per una propria proposta di stile interessante.

Molta “danza moderna” strizza l’occhio al balletto classico e ne salva le basi, i piazzamenti, le tecniche per saltare e girare, anche se poi tutto viene filtrato attraverso nuove modalità e dinamiche. Alcuni coreografi della danza moderna “estrema” rinnegano il balletto classico e si spingono oltre per creare uno stile che chiamerei teatro-danza o danza di ricerca. In ogni caso,tutte queste proposte vanno secondo me osservate senza giudicare ma esaltandone il livello di ricerca e di spinta innovativa.

In questi  30 anni di insegnamento ho sempre cercato (ed ancora adesso lo faccio), di studiare con Maestri di modern-dance che potessero darmi interessanti spunti per lavorare. Con la consapevolezza che il loro stile e il loro “movimento” vadano poi filtrati dalla mia personale interpretazione. Ho studiato con tanti Maestri, ma da metà degli anni 90 ho trovato uno stile ed un Maestro che ho ritenuto da subito interessante e vicino alle mie corde.

max stonePer questo non esito, almeno tre volte all’anno, di andare a lavorare a NewYork seguendo le lezioni di Max Stone, un “mito” per noi coreografi-insegnanti-danzatori italiani.

Lo conosciamo in tanti e in tanti apprezziamo la sua lezione. Ogni insegnante dovrebbe continuare nella sua vita a studiare, a provare tecniche diverse, a mettersi in discussione, a muovere il proprio corpo seguendo canoni diversi dai consueti, per una proposta innovativa, sempre “in discussione verso se stessi”, a favore degli allievi.

Posso dire con orgoglio che nel 2009 Max Stone ha tenuto uno stage di modern proprio al Centro Danzaricerca e molti miei allievi hanno avuto l’opportunità di apprezzare ed amare la sua lezione. Max (mi piace chiamarlo solo col suo nome, per l’amicizia che ci lega) insegna nelle principali scuole di New York e tiene spesso master class per  importanti compagnie di fama mondiale (cito Complexions, già menzionata in questo mio precedente intervento). Ha creato un suo stile di “CONTEMPORARY” basato sull’allineamento, la forza e la transizione e con una particolare attenzione alla qualità del movimento. Devo aggiungere che in molti amiamo le sue classi perché trasudano concentrazione, serenità, energia. Infine non viene mai a mancare l’attenzione da parte sua verso tutti noi allievi e le sue correzioni sono preziose per migliorare la nostra qualità di movimento.

Ecco, quando volo a New York lo faccio per due motivi uno consequenziale all’altro:

  • per me stessa come insegnante coreografa
  • di conseguenza per i miei allievi.

Grazie alla mia dedizione continua i miei allievi riceveranno da me materiale sempre interessante e nuovo, filtrato dal mio modo personale di intendere la mia classe di modern, ma reso speciale da tutto ciò che Max mi insegna nella sua di classe.

La lezione di Max Stone è una lezione di MODERN (tanto per tornare alla domanda iniziale) con il suo stile, con il suo vissuto di danzatore e coreografo.

Le mie lezioni al Centro Danzaricerca di MODERN hanno il sapore newyorkese delle classi di Max, conservano una dinamica che si è formata in anni di incontri e studi con tanti Maestri, ma rappresentano la MIA storia, il mio vissuto, tutto ciò che ho metabolizzato e ciò che c’è dentro la mia anima. Però il  mistero più affascinante di queste lezioni, è che sono gli allievi a renderle speciale e diverse ogni volta con le loro percezioni, il loro modo di danzare e d’interpretare.

Qui mi soffermo, seppure il concetto mi porterebbe ad incominciare un altro discorso sull’anima e su quanto la danza ci fa “tirare fuori”… (magari sarà il prossimo argomento forse delle mie riflessioni sul Blog)!

A presto, Agnese

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